Un imprenditore operaio

ottobre 21st, 2007 § 5

Ezio Rossi ha vissuto un mese come i suoi dipendenti, un mese da operaio, prendendo uno stipendio da operaio e facendo spese da operaio. Voleva provare, l’ha fatto anche per le sue figlie, perché così capiscono cosa vuol dire “provare delle privazioni”.
Il 20 aveva già finito i soldi, sto bamboccione. Con 1000 euro, quota già non così bassa considerando che tantissima gente ne prende 800.
Per la cronaca, dopo questa esperienza, l’industriale ha deciso di aumentare di 200 euro netti la paga di tutti i suoi operai. Ed ora avrà anche un po’ di meritata pubblicità.

Mettiamo subito in chiaro una cosa:

D. Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
R. “No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l’opposizione”.

Già uno di destra che riesce a dire una cosa così evidente non può che essere intelligente. Tanto di cappello. E cavolo, trovare il coraggio di fare un’esperienza del genere non è da tutti.

D. Come si è svolto l’esperimento?
R. “E’ stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l’assicurazione auto, le bollette… Con il resto, abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione”.

Ma questa è anche una mossa-egoista, così come l’ha definita lui; un imprenditore serio infatti si rende conto che per guadagnare di più e produrre meglio, è necessario che anche i suoi lavoratori stiano bene e non vivano nel terrore del domani. Secondo voi infatti, «come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la pasta sono la fortuna della mia azienda. E’ giusto che siano ricompensate».

Peccato che è solo uno e peccato che il governo tasserebbe subito l’aumento salariale. L’intelligenza dall’Italia è ormai bandita da tempo.

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§ 5 Responses to “Un imprenditore operaio”

  • paologaz scrive:

    Mi sembra di sognare, certo che se è vero tanto di cappello al Signor Rossi (scritto per esteso perché se lo merita).
    Paologaz

  • sonounprecario scrive:

    Sì, è vero, ma ripeto, è solo uno…e gli do ragione anche quando spiega che ok, mettiamo più soldi in mano alla gente, aumentiamo gli stipendi…però capito, sui 200 euro che ti aumentano ti tassano il 40%…e chi ti paga ha comunque una spesa ulteriore.
    Non può sempre essere così porca put****!

  • Suzukimaruti scrive:

    in verita’ una delle cose buone fatte da questo governo e’ stato ridurre il cuneo fiscale, cioe’ di fatto ridurre il costo del lavoro alle imprese. cioe’, tradotto in termini pratici, ridurre di molto la tassazione sui soldi che le imprese danno ai dipendenti.

  • sonounprecario scrive:

    Ma obiettivamente, su un ipotetico aumento netto di 200 euro in busta paga, quanto dovrebbe versare in più, di contributi, un’azienda?

  • rds4ever scrive:

    Ne ho parlato anch’io nel mio blog,ed ho sottolineato il fatto che a memoria d’uomo mi sembra l’unico imprenditore ad aver fatto una cosa simile.

    Ciao

    Riccardo

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