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	<title>Commenti a: La generazione boomerang</title>
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	<description>...It&#039;s Funny Because It&#039;s True.</description>
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		<title>Di: sonounprecario</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3773</link>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 23:30:40 +0000</pubDate>
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		<description>Urbano, non scrivere sciocchezze. Non ho mai censurato un commento, a meno di parolacce, insulti gratuiti al mondo o bestemmie. Semplicemente il tuo commento è finito nella coda di spam. Succede, si vive lo stesso.

Come vedi, questo è stato pubblicato senza problemi e automaticamente. Bizze dei plug-in.

Comunque sia, se ti fossi preso la briga di leggere tutto il mio commento e comprendere quello che ho detto, non avresti risposto con concetti che non c&#039;entrano niente.

Io non ho detto che non sono dati ufficiali - &lt;i&gt;do you know &quot;comprensione del testo&quot;?&lt;/i&gt; - semplicemente ti ho fatto notare che i dati da te riportati, sono stati dichiarati dal presidente del consiglio nazionale del notariato &lt;i&gt;(ti ho anche riportato diversi link di fonti, per farti capire)&lt;/i&gt;. In più, ti ho spiegato la lettura del dato e per quale motivo sono segnalate queste percentuali. Non è colpa mia se non comprendi elementi statistici o non leggi tutto quanto.

Sui luoghi comuni non so che dirti, visto che sei l&#039;unico a vederli. Che forse il tuo sia il solito ritornello ripetuto a chiunque la pensi in modo diverso da te?
Non mi sembra un argomento solido, attaccarsi a luoghi comuni che non esistono in questo contesto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Urbano, non scrivere sciocchezze. Non ho mai censurato un commento, a meno di parolacce, insulti gratuiti al mondo o bestemmie. Semplicemente il tuo commento è finito nella coda di spam. Succede, si vive lo stesso.</p>
<p>Come vedi, questo è stato pubblicato senza problemi e automaticamente. Bizze dei plug-in.</p>
<p>Comunque sia, se ti fossi preso la briga di leggere tutto il mio commento e comprendere quello che ho detto, non avresti risposto con concetti che non c&#8217;entrano niente.</p>
<p>Io non ho detto che non sono dati ufficiali &#8211; <i>do you know &#8220;comprensione del testo&#8221;?</i> &#8211; semplicemente ti ho fatto notare che i dati da te riportati, sono stati dichiarati dal presidente del consiglio nazionale del notariato <i>(ti ho anche riportato diversi link di fonti, per farti capire)</i>. In più, ti ho spiegato la lettura del dato e per quale motivo sono segnalate queste percentuali. Non è colpa mia se non comprendi elementi statistici o non leggi tutto quanto.</p>
<p>Sui luoghi comuni non so che dirti, visto che sei l&#8217;unico a vederli. Che forse il tuo sia il solito ritornello ripetuto a chiunque la pensi in modo diverso da te?<br />
Non mi sembra un argomento solido, attaccarsi a luoghi comuni che non esistono in questo contesto.</p>
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		<title>Di: Urbano Persichetti</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3754</link>
		<dc:creator>Urbano Persichetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:13:07 +0000</pubDate>
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		<description>Che tistezza quando un sito censura i messaggi. 

Caro &quot;sonounprecario&quot; i dati sono dati ufficiali. Evidentemente tu non hai nemmeno idea di cosa sia un notaio per questo ritieni che i dati siano inventati dal Consiglio Nazionale del Notariato. 
Magari approfondendo un poco le tue conoscenze e evitando di limitarti alla superficialità dei tuoi luoghi comuni scopriresti che il Notariato è insieme alla Magistatura (e per questa c&#039;è qualche dubbio) una garanzia di legalità per tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che tistezza quando un sito censura i messaggi. </p>
<p>Caro &#8220;sonounprecario&#8221; i dati sono dati ufficiali. Evidentemente tu non hai nemmeno idea di cosa sia un notaio per questo ritieni che i dati siano inventati dal Consiglio Nazionale del Notariato.<br />
Magari approfondendo un poco le tue conoscenze e evitando di limitarti alla superficialità dei tuoi luoghi comuni scopriresti che il Notariato è insieme alla Magistatura (e per questa c&#8217;è qualche dubbio) una garanzia di legalità per tutti.</p>
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	<item>
		<title>Di: RSS Week #73: letture per il weekend - Matteo Moro</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3747</link>
		<dc:creator>RSS Week #73: letture per il weekend - Matteo Moro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:03:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] La generazione boomerang [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] La generazione boomerang [...]</p>
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		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3743</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 01:14:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovi totalmente d&#039;accordo sul discorsi degli &quot;stage a zero&quot; 

Io stesso sto cercando di convincere le persone che frequento che non ha nessun senso lavorare gratis o a due lire, anzi &quot;pagare per lavorare&quot; (come dico sempre) perchè al lavoro in qualche modo ci deve arrivare. Non ci sono solo i soldi in ballo, c&#039;è la dignità, l&#039;autostima, il rispetto per se stessi

E ti dirò non con buoni risultati. La risposta tipo è &quot;si hai ragione però poi mi hanno detto che......&quot; 
mi hanno detto che mi tengono, mi hanno detto che sono in espansione, mi hanno detto che cresco professionalmente, mi hanno detto che fa curriculum 

Il problema sta proprio in questo. Spesso penso che siamo la generazione del &quot;palo&quot;. Siamo lì, fermi, guardiamo e aspettiamo che qualcosa succeda. Non lottiamo più per nulla, e se non lotti il mondo ti mangia vivo. Non mi riferisco qui a lotte di grandi principi, ma alle lotte quotidiane

Un possibile esempio: faccio uno stage a zero, durata 6 mesi. ok faccio esperienza. dopo un mese però tiro le somme e chiedo (sarebbe meglio pretendo) che mi paghino. Cosa avrei da perdere? Nulla, avrei solo da guadagnarci. E se c&#039;è qualcun altro in ufficio nelle stesse condizioni e ci mettiamo d&#039;accordo in 2, in 3, in 5? Non dimentichiamoci che tutto ha un costo, anche la ricerca del personale, e quel costo è una parte del nostro valore economico che possiamo spendere in campo lavorativo. 

Nessuno ti regala niente e temo che questo concetto non sia molto chiaro ai giovani

Una critica: cito
&quot;La logica purtroppo vuole che le aziende in difficoltà non si limitino a licenziare il peggiore, il meno valido o il meno produttivo. Piuttosto licenziano quello che costa meno, cioé l’ultimo arrivato. Indovinate chi è.&quot;

Penso che questo non sia vero. Le imprese licenziano chi possono licenziare. E&#039; una questione di diritti più che costi, perchè un precario costa meno di un fisso. E poi la crisi economica sta cambiando tutto: l&#039;impresa dichiara la crisi, lascia a casa gli esuberi (di solito i più anziani, e quindi costosi), e se c&#039;è un po&#039; di ripresa prende precari.
E forse questo può essere un vantaggio: più precari in azienda, più possibilità di ottenere diritti e stipendi decenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovi totalmente d&#8217;accordo sul discorsi degli &#8220;stage a zero&#8221; </p>
<p>Io stesso sto cercando di convincere le persone che frequento che non ha nessun senso lavorare gratis o a due lire, anzi &#8220;pagare per lavorare&#8221; (come dico sempre) perchè al lavoro in qualche modo ci deve arrivare. Non ci sono solo i soldi in ballo, c&#8217;è la dignità, l&#8217;autostima, il rispetto per se stessi</p>
<p>E ti dirò non con buoni risultati. La risposta tipo è &#8220;si hai ragione però poi mi hanno detto che&#8230;&#8230;&#8221;<br />
mi hanno detto che mi tengono, mi hanno detto che sono in espansione, mi hanno detto che cresco professionalmente, mi hanno detto che fa curriculum </p>
<p>Il problema sta proprio in questo. Spesso penso che siamo la generazione del &#8220;palo&#8221;. Siamo lì, fermi, guardiamo e aspettiamo che qualcosa succeda. Non lottiamo più per nulla, e se non lotti il mondo ti mangia vivo. Non mi riferisco qui a lotte di grandi principi, ma alle lotte quotidiane</p>
<p>Un possibile esempio: faccio uno stage a zero, durata 6 mesi. ok faccio esperienza. dopo un mese però tiro le somme e chiedo (sarebbe meglio pretendo) che mi paghino. Cosa avrei da perdere? Nulla, avrei solo da guadagnarci. E se c&#8217;è qualcun altro in ufficio nelle stesse condizioni e ci mettiamo d&#8217;accordo in 2, in 3, in 5? Non dimentichiamoci che tutto ha un costo, anche la ricerca del personale, e quel costo è una parte del nostro valore economico che possiamo spendere in campo lavorativo. </p>
<p>Nessuno ti regala niente e temo che questo concetto non sia molto chiaro ai giovani</p>
<p>Una critica: cito<br />
&#8220;La logica purtroppo vuole che le aziende in difficoltà non si limitino a licenziare il peggiore, il meno valido o il meno produttivo. Piuttosto licenziano quello che costa meno, cioé l’ultimo arrivato. Indovinate chi è.&#8221;</p>
<p>Penso che questo non sia vero. Le imprese licenziano chi possono licenziare. E&#8217; una questione di diritti più che costi, perchè un precario costa meno di un fisso. E poi la crisi economica sta cambiando tutto: l&#8217;impresa dichiara la crisi, lascia a casa gli esuberi (di solito i più anziani, e quindi costosi), e se c&#8217;è un po&#8217; di ripresa prende precari.<br />
E forse questo può essere un vantaggio: più precari in azienda, più possibilità di ottenere diritti e stipendi decenti</p>
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		<title>Di: sonounprecario</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3741</link>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:54:04 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@Urbano Persichetti&lt;/b&gt;
Leggi qua: http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_07/ascensore_sociale_bloccato_focus_lorenzo_salvia_f1d53478-b30c-11de-b362-00144f02aabc.shtml
Cioé: &lt;i&gt;«Oggi non è più così. E non soltanto perché il 44 per cento degli architetti è figlio di architetto, il 42 per cento di avvocati e notai è figlio di avvocati e notai, il 40 per cento dei farmacisti è figlio di farmacisti.»&lt;/i&gt;

Poi leggi qua: http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=9455024

Per farti capire la lettura statistica e come vadano letti questi dati, leggi qua: http://imbrogli.splinder.com/post/21601935/Il+notaio+e+le+statistiche

Non so se conosci in modo approfondito o hai mai dato esami di statistica, ma ai figli di notai visto il numero dell&#039;universo dei notai, viene probabilmente dato un &quot;peso maggiore&quot; &lt;i&gt;(per poter fare il confronto con le altre categorie)&lt;/i&gt;. Considerando quindi il numero di professionisti e mettendo a confronto le singole professioni, tra i notai l&#039;accesso alla professione per i figli è più favorito.

Intanto aspettiamo la fonte dei tuoi dati. Che forse sia il Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato che tenta di modificare l&#039;opinione pubblica che percepisce i notai come una casta? ;-)

&lt;b @&gt;Alesstar&lt;/b&gt;
È vero, oggi anche i figli mantengono i genitori. È uno di quei casi dove la logica vale ancora meno. Tu fai bene a rifiutare chi non ti vuole pagare e via dicendo, ma sarebbe bene che lo facessero tutti quanti. E così non è, perché ci fa comodo. Io mi sto attivando per emigrare e spero di riuscirci presto. Per ora però non dico niente: sono scaramantico... :P

&lt;b&gt;@xlthlx&lt;/b&gt;
&lt;i&gt;&quot;In generale, non si sopravvive se non con la famiglia allargata, e questo è spaventoso, soprattutto in considerazione del fatto che se viene a mancare un elemento della famiglia così fatta crolla l’intera famiglia.&quot;&lt;/i&gt;
Ecco, qui hai centrato il punto critico. Senza famigliona sono cazzi. Il problema è che risulta molto difficile anche per un giovane, visti gli stipendi.
...E presto spero di ascoltare il tuo consiglio... :D

&lt;b&gt;@Gatto e Andrea&lt;/b&gt;
Secondo me tutta questa socialità è un po&#039; fuffa, nel senso che alla fine è reale ma non si tocca. Mi spiego: siamo raggiungibili, tracciabili e smobilitabili, ma sulla nostra comoda sedia. Il passo successivo è sempre quello che ci frega: andarsene di casa, andare all&#039;estero, incazzarsi.
Facciamo che ci incazziamo e scendiamo in piazza, diritto che praticamente ci hanno tolto. Cosa otteniamo? Qualche articolo su testate o blog on line? In Italia se la tv ti ignora non esisti; peggio se ti tacciano come &quot;giovane appartenente a... (inserisci parola a piacere tra centri sociali, comunisti, ecc.)&quot;. Gli studenti stanno protestando da mesi, ma qualcuno ha spiegato perché stanno protestando? Cosa comportano i tagli? No, al massimo si beccano manganellate.

Quindi protestiamo, muoviamoci, male non fa di certo. È comunque una prsa di coscienza. Ma siamo una minoranza assoluta. Il paese è vecchio e l&#039;interesse comune è tutelare i gerontocratici diritti dei vecchi, cioé di gente che tra qualche anno sarà morta.
Come l&#039;Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@Urbano Persichetti</b><br />
Leggi qua: <a href="http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_07/ascensore_sociale_bloccato_focus_lorenzo_salvia_f1d53478-b30c-11de-b362-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow">http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_07/ascensore_sociale_bloccato_focus_lorenzo_salvia_f1d53478-b30c-11de-b362-00144f02aabc.shtml</a><br />
Cioé: <i>«Oggi non è più così. E non soltanto perché il 44 per cento degli architetti è figlio di architetto, il 42 per cento di avvocati e notai è figlio di avvocati e notai, il 40 per cento dei farmacisti è figlio di farmacisti.»</i></p>
<p>Poi leggi qua: <a href="http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=9455024" rel="nofollow">http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=9455024</a></p>
<p>Per farti capire la lettura statistica e come vadano letti questi dati, leggi qua: <a href="http://imbrogli.splinder.com/post/21601935/Il+notaio+e+le+statistiche" rel="nofollow">http://imbrogli.splinder.com/post/21601935/Il+notaio+e+le+statistiche</a></p>
<p>Non so se conosci in modo approfondito o hai mai dato esami di statistica, ma ai figli di notai visto il numero dell&#8217;universo dei notai, viene probabilmente dato un &#8220;peso maggiore&#8221; <i>(per poter fare il confronto con le altre categorie)</i>. Considerando quindi il numero di professionisti e mettendo a confronto le singole professioni, tra i notai l&#8217;accesso alla professione per i figli è più favorito.</p>
<p>Intanto aspettiamo la fonte dei tuoi dati. Che forse sia il Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato che tenta di modificare l&#8217;opinione pubblica che percepisce i notai come una casta? <img src='http://blogaprogetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><b @>Alesstar</b><br />
È vero, oggi anche i figli mantengono i genitori. È uno di quei casi dove la logica vale ancora meno. Tu fai bene a rifiutare chi non ti vuole pagare e via dicendo, ma sarebbe bene che lo facessero tutti quanti. E così non è, perché ci fa comodo. Io mi sto attivando per emigrare e spero di riuscirci presto. Per ora però non dico niente: sono scaramantico&#8230; <img src='http://blogaprogetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p><b>@xlthlx</b><br />
<i>&#8220;In generale, non si sopravvive se non con la famiglia allargata, e questo è spaventoso, soprattutto in considerazione del fatto che se viene a mancare un elemento della famiglia così fatta crolla l’intera famiglia.&#8221;</i><br />
Ecco, qui hai centrato il punto critico. Senza famigliona sono cazzi. Il problema è che risulta molto difficile anche per un giovane, visti gli stipendi.<br />
&#8230;E presto spero di ascoltare il tuo consiglio&#8230; <img src='http://blogaprogetto.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><b>@Gatto e Andrea</b><br />
Secondo me tutta questa socialità è un po&#8217; fuffa, nel senso che alla fine è reale ma non si tocca. Mi spiego: siamo raggiungibili, tracciabili e smobilitabili, ma sulla nostra comoda sedia. Il passo successivo è sempre quello che ci frega: andarsene di casa, andare all&#8217;estero, incazzarsi.<br />
Facciamo che ci incazziamo e scendiamo in piazza, diritto che praticamente ci hanno tolto. Cosa otteniamo? Qualche articolo su testate o blog on line? In Italia se la tv ti ignora non esisti; peggio se ti tacciano come &#8220;giovane appartenente a&#8230; (inserisci parola a piacere tra centri sociali, comunisti, ecc.)&#8221;. Gli studenti stanno protestando da mesi, ma qualcuno ha spiegato perché stanno protestando? Cosa comportano i tagli? No, al massimo si beccano manganellate.</p>
<p>Quindi protestiamo, muoviamoci, male non fa di certo. È comunque una prsa di coscienza. Ma siamo una minoranza assoluta. Il paese è vecchio e l&#8217;interesse comune è tutelare i gerontocratici diritti dei vecchi, cioé di gente che tra qualche anno sarà morta.<br />
Come l&#8217;Italia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Urbano Persichetti</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3740</link>
		<dc:creator>Urbano Persichetti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:10:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blogaprogetto.com/?p=1482#comment-3740</guid>
		<description>Chi ha scritto questi dati si è informato o ha buttato numeri a caso?
Sa per caso che i notai figli di notai sono meno del 18%?
Mi sembra molto lontano dal 50% di cui si parla. 
E il restante 82%?
Forse c&#039;è da superare un concorso difficilissimo anche per i figli di notaio?
E forse è per questo che può scrivere chiunque, perchè non c&#039;è da superare nessun concorso per scrivere cose inesatte dove si vuole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha scritto questi dati si è informato o ha buttato numeri a caso?<br />
Sa per caso che i notai figli di notai sono meno del 18%?<br />
Mi sembra molto lontano dal 50% di cui si parla.<br />
E il restante 82%?<br />
Forse c&#8217;è da superare un concorso difficilissimo anche per i figli di notaio?<br />
E forse è per questo che può scrivere chiunque, perchè non c&#8217;è da superare nessun concorso per scrivere cose inesatte dove si vuole.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gatto Nero</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3739</link>
		<dc:creator>Gatto Nero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:07:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blogaprogetto.com/?p=1482#comment-3739</guid>
		<description>Scusate la domanda stupida. Noi poveri froci abbiamo provato a organizzare un evento a Milano, ed eravamo un paio di migliaia.
Perché non c&#039;è uno che prova a organizzare (bene) un evento nazionale, via Facebook e altro, per vedere l&#039;effetto che fa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate la domanda stupida. Noi poveri froci abbiamo provato a organizzare un evento a Milano, ed eravamo un paio di migliaia.<br />
Perché non c&#8217;è uno che prova a organizzare (bene) un evento nazionale, via Facebook e altro, per vedere l&#8217;effetto che fa?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Contino</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3738</link>
		<dc:creator>Andrea Contino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 11:17:23 +0000</pubDate>
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		<description>Perchè non andiamo in piazza?
Non lo so Gatto, so solo che questa è anche colpa nostra. Una volta le battaglie sociali in piazza erano feroci, ma c&#039;erano. Oggi chi scende a protestare? Molti meno di quanti dovrebbero o di quanti sono toccati da un diritto che interessa tutti.

Forse nonostante tutta questa &quot;socialità&quot; proveniente dall&#039;evoluzione del Web non ha risolto il problema di organizzarci, ne di partecipare in gruppo fisicamente a qualcosa che è per un bene superiore.

O forse, ancora peggio, sappiamo che lo scendere in piazza non porterebbe a nulla, perchè chi dovrebbe fare la politica sono sempre le stesse persone che la facevano 30 anni fa, ragionando come 30 anni fa.

This is Italy. Dove ci sono tante piccole eccellenze da citare nelle case history, ma un paese complessivamente in ginocchio. Mi domando se la soluzione sia davvero mettersi in proprio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè non andiamo in piazza?<br />
Non lo so Gatto, so solo che questa è anche colpa nostra. Una volta le battaglie sociali in piazza erano feroci, ma c&#8217;erano. Oggi chi scende a protestare? Molti meno di quanti dovrebbero o di quanti sono toccati da un diritto che interessa tutti.</p>
<p>Forse nonostante tutta questa &#8220;socialità&#8221; proveniente dall&#8217;evoluzione del Web non ha risolto il problema di organizzarci, ne di partecipare in gruppo fisicamente a qualcosa che è per un bene superiore.</p>
<p>O forse, ancora peggio, sappiamo che lo scendere in piazza non porterebbe a nulla, perchè chi dovrebbe fare la politica sono sempre le stesse persone che la facevano 30 anni fa, ragionando come 30 anni fa.</p>
<p>This is Italy. Dove ci sono tante piccole eccellenze da citare nelle case history, ma un paese complessivamente in ginocchio. Mi domando se la soluzione sia davvero mettersi in proprio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gatto Nero</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3737</link>
		<dc:creator>Gatto Nero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:54:27 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio la stessa domanda che ho fatto su Facebook, segnalando questo link. 

Sì, è vero. Siamo la generazione boomerang. 
Non si tratta neanche della &quot;generazione 1000 euro&quot;, visto che in tanti ai 1000 euro NON ci arrivano: mio fratello, ad esempio, che di anni ne ha 35 e solo da poco è riuscito a recuperare un contratto mezzo decente, a 900 euro. 

Ma allora, &lt;strong&gt;perché non scendiamo in piazza?&lt;/strong&gt;
Siamo tanti, siamo collegati in modi che gli adulti neanche conoscono - dal web ai telefonini, dai social network ai blog - e una manifestazione collettiva non potrebbe rimanere inascoltata. Eppure, non lo facciamo. Perchè?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio la stessa domanda che ho fatto su Facebook, segnalando questo link. </p>
<p>Sì, è vero. Siamo la generazione boomerang.<br />
Non si tratta neanche della &#8220;generazione 1000 euro&#8221;, visto che in tanti ai 1000 euro NON ci arrivano: mio fratello, ad esempio, che di anni ne ha 35 e solo da poco è riuscito a recuperare un contratto mezzo decente, a 900 euro. </p>
<p>Ma allora, <strong>perché non scendiamo in piazza?</strong><br />
Siamo tanti, siamo collegati in modi che gli adulti neanche conoscono &#8211; dal web ai telefonini, dai social network ai blog &#8211; e una manifestazione collettiva non potrebbe rimanere inascoltata. Eppure, non lo facciamo. Perchè?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: xlthlx</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2009/11/17/la-generazione-boomerang/comment-page-1/#comment-3736</link>
		<dc:creator>xlthlx</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:23:07 +0000</pubDate>
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		<description>Rafforzo quello che scrive su alesstar: credevo di essere un po&#039; una mosca bianca, e invece sempre più spesso sono i figli a mantenere i genitori con la pensione minima che non gli permette di sopravvivere.
In generale, non si sopravvive se non con la famiglia allargata, e questo è spaventoso, soprattutto in considerazione del fatto che se viene a mancare un elemento della famiglia così fatta crolla l&#039;intera famiglia.
Per il resto, non posso che condividere, anche se, come ti ho già detto peraltro, se ne hai la possibilità vai all&#039;estero. Fai sempre in tempo a tornare, ma non farai in tempo ad andarci nei prossimi anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rafforzo quello che scrive su alesstar: credevo di essere un po&#8217; una mosca bianca, e invece sempre più spesso sono i figli a mantenere i genitori con la pensione minima che non gli permette di sopravvivere.<br />
In generale, non si sopravvive se non con la famiglia allargata, e questo è spaventoso, soprattutto in considerazione del fatto che se viene a mancare un elemento della famiglia così fatta crolla l&#8217;intera famiglia.<br />
Per il resto, non posso che condividere, anche se, come ti ho già detto peraltro, se ne hai la possibilità vai all&#8217;estero. Fai sempre in tempo a tornare, ma non farai in tempo ad andarci nei prossimi anni.</p>
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