A qualcuno devo confessarlo. Mi sto portando dentro da qualche tempo un pesante fardello, una di quelle cose che oggi suscitano scalpore e ti fanno diventare il caso umano: avete presente il tizio che sta di schiena col dito puntato? Ecco, proprio lui.
Siete pronti?
…Sì insomma…
Sono uno che odia.
Ora che sono riuscito ad aprirmi e a gridare questo abominio, voglio farmi psicanalizzare. Aiutatemi voi. So che questo sentimento non è sopportato né tantomeno tollerato da questo governo di gentili, educate e brave persone, ma è più forte di me. Non riesco ad apprezzare ed amare tutti quanti, e nemmeno a restare indifferente di fronte al teatrino che va avanti da ormai più di vent’anni.
Sono un mostro.
Sì, lo so, sono un terrorista della democrazia. Dovrei vergognarmi? Dovrei costituirmi alla polizia o ad una ronda padana? Dovrei seguire un corso di riabilitazione sociale? Dovrei fare una cura di pane, mediaset, Giornale e Libero? Dovrei andare a confessare tutto ad un prete? Aiutatemi.
«È in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.»
—Benito Mussolini, 1932
Odio chi abusa dell’ignoranza e della credulonità popolare, della democrazia e delle istituzioni pubbliche. Odio chi governa attraverso la corruzione. Odio chi, tramite i media, altera la realtà cambiandone la percezione e plagia menti e coscienze manipolandole. Odio i servi dell’informazione e del padrone. Odio i mafiosi e chi li frequenta abitualmente. Odio chi rincretinisce, lobotomizzandoli, i cervelli più labili e deboli, mediante una propaganda in stile Goebbels. Odio le leggi ad personam, odio chi le suggerisce, le scrive, chi le approva. Odio chi, per conservare il proprio posticino al caldo, scende a qualsiasi compromesso. Odio chi, dall’alto del trono e del potere, si comporta costantemente da vittima per creare consenso. Odio chi esercita il proprio potere cavalcando le paure, la stupidità delle masse e il populismo più bieco, generando sempre più ignoranza, il fine comune e di comodo per tutti i politici italiani. Odio chi vive di inganni e mette sullo stesso piano dissenso e violenza.
Odio chi da decenni tiene bloccato il paese per qualche graffio sul cerone, per due dozzine di processi, per lodi, ruberie, holding, capitali esteri, evasione, condoni e chi più ne ha più ne metta (come il giudice). Odio chi si rivolge ai magistrati che indagano sui colletti bianchi appellandoli come “cancro da estirpare”. Odio chi si riempie la bocca di frasi fate e d’impatto, di slogan da recitare fino alla nausea, chi parla di mandanti morali indicando fantomatici terroristi mediatici. Odio chi da sempre insulta, grida, sfotte, fornisce epiteti di ogni genere, chi ha portato la volgarità e lo squallore della società a livelli altissimi, chi demonizza e fa la vittima della demonizzazione. Odio la finta opposizione, i vigliacchi e le riforme condivise. Odio chi criminalizza qualsiasi opinione diversa dalla sua. Odio chi nasconde, insabbia e manipola le notizie. Odio chi lascia fare.
Odio chi definisce criminali i pochi giornalisti liberi e i comici, ma permette che mafia e camorra vadano a braccetto con la politica. Odio chi da sempre scarica la colpa su qualcun altro, non assumendosi mai la responsabilità di niente. Odio chi ha cancellato la politica ed ha introdotto il tifo, la fiction e la pubblicità propagandistica costante per istinto di autoconservazione. Odio i prepotenti, gli ipocriti e i venduti, che con la loro faccia tosta ti danno una lezione quotidiana di morale italica. Odio chi ruba e si è fatto rubando ma grida al giustizialismo. Odio chi denuncia il clima d’odio - creando un concetto facilmente reiterabile per tutte le età - facendo finta di non ricordarsi quanto odio ha sparso e seminato, e di non conoscere i motivi di cotanta indignazione. Odio chi mercifica il corpo delle donne per vendere perle ai porci. Odio le donne che si prestano a tutto pur di arrivare, penalizzando loro stesse e tutto il paese. Odio chi, fingendo di mostrare amore, istiga all’odio, proponendosi come titolare unico e imprescindibile dei sentimenti buoni. Odio chi trasforma i più forti e vividi sentimenti umani, come l’amore e la libertà, in categorie politiche. Odio i razzisti. Odio chi ci fa vergognare di essere italiani, ma poi ci chiama antitaliani.
«Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.»
—Adolf Hitler, 1933
Li odio, li ripudio e continuerò tranquillamente ad odiarli e ripudiarli, perché sono padrone della mia testa, del mio cuore e della mia coscienza. E non sono molte le persone a poterlo dire, figuriamoci scriverlo.
Del resto non sono più un bambino di 11 anni, per questo credo ancora di rivolgermi ad un pubblico adulto e maturo, che a babbo natale ha smesso di crederci da un bel pezzo. Vivo in un paese dove il capo supremo del proprio partito, detentore di praticamente tutti i mezzi di comunicazione nazionali, governa a piacimento legiferando per sé stesso, ma si lamenta delle manifestazioni di dissenso, delle contestazioni e della personalizzazione delle obiezioni che riceve.
Già, ma chi ha inventato la personalizzazione e la leaderizzazione della politica in Italia? In quale paese l’inno di un partito si intitola “meno male che XXX c’è”? Come può una persona simile pretendere di essere amato e di applicare la categoria dell’amore alla politica? Nemmeno i dittatori pretendono di essere amati come lui. Se introduci tutte queste belle cose, alla fine è normale che chi non ti apprezza se la prenda più con te che con gli altri scagnozzi. Vi svelo un altro segreto: il cosiddetto centro-destra, il pdl, è Berlusconi; di fatto non esiste una coalizione, si fa quello che dice lui e finita lì. Viene sempre eletto lui, non esiste alcuna discussione all’interno di quel coso che chiamano partito; esiste solo devozione e amore sconfinato verso il capo, perché grazie a lui decine di viscidi esseri incapaci hanno potuto fare carriera e distruggere un paese, generazioni, futuro e compagnia bella.
Chiunque viene fischiato e contestato, in tutto il mondo. Quando Prodi veniva fischiato dalle claque pagate ed inviate dal centro destra, nessuno diceva vegogna. Gli stessi angeli che ora sono ministri, affermavano che se mortadella, altro termine sinonimo dell’amore sconfinato, veniva fischiato…qualche motivo c’era, no? Purtroppo però queste cose non le ricorda mai nessuno, tanto che sembra che l’unica vittima sia Berlusconi. In realtà è giusto che chiunque possa manifestare il proprio dissenso civilmente o che un potente venga fischiato; anche i tenori alla Scala vengono fischiati, se fanno schifo.
«Gli antiberlusconiani irriducibili sono i migliori alleati di Berlusconi”, spiega Luciano Violante in un’intervista. Loro sì che sanno come si sconfigge un avversario così anomalo: sedendosi di nuovo al tavolo delle riforme condivise.»
È ipocrita pensare che si possa vietare alla gente di odiare. L’importante è che nessuno vada in giro ad istigare violenza o ad uccidere, per questo esistono già delle leggi da far rispettare. Uno a casa sua odia chi gli pare: è impossibile che ci stiano simpatici tutti. Mi sembrano discorsi talmente sciocchi ed infantili, che solo il target dell’elettorato berlusconiano (paragonato ad un bambino di 12 anni, ricordiamolo) può ricamarci sopra slogan e senso d’appartenenza. Del resto, loro sono il partito dell’amore.
Non possiamo mica pensare che siamo tutti bambini o deficienti, ognuno ha le proprie idiosincrasie: qualcuno ci starà simpatico, altri no. Ma nessuno va in giro a prendere la gente a duomate in faccia, e se qualcuno lo fa si assume le responsabilità del proprio gesto.
Di cosa stiamo parlando, quindi?
Confesso anch’io: sono una che odia.
Magnifico post.
Grazie xlthlx
…Ecco, ora però fatti curare da qualche santone; è evidente che ci sia qualcosa che non va in te, no?