Questa volta l’hanno fatta davvero grossa. Sono così incompetenti ed arroganti che non se ne rendono nemmeno conto. Un caos del genere non si era mai visto, e tutto per colpa loro: hanno fatto tutto da soli, e già questo la dice lunga. Per l’ennesima volta hanno cambiato le regole in corsa perché sono incapaci, così stupidi da combinare una delle peggiori porcate della storia della Repubblica italiana.
È più forte di loro, ma del resto si tratta della loro natura: sono ignoranti, clientelari, corrotti e pessimi: il peggio del peggio insomma. E come spiega Suzukimaruti nel suo bel post, i ministri di questa finta destra sono il meglio che questo pdl possa offrire: la vera feccia della feccia che risale il barile si trova nei ministeri. Amici di, parenti di, l’hanno data a, eccetera eccetera, sono solo alcuni dei mali minori nei criteri di scelta della classe dirigente che oggi è al potere in Italia. Quella che l’ha condotta al totale baratro, quella che per servire un solo nome a costo di tutto ha paralizzato una nazione intera per decenni, condannando diverse generazioni ad un futuro disastroso.
A pensare poi alla ridicola retorica brunettiana sull’efficienza, come minimo ti viene da ridere a crepapelle. Sono arrivati in ritardo ovunque, persino per il ricorso al Tar. E nel frattempo, a causa del Berlusconi furioso che si accorge forse per la prima volta che i soldi non possono comprare proprio tutto, parte la solita tattica dell’abbaglio e della propaganda aggressiva, con lo slogan reiterato fino alla nausea: dopo aver girato la ruota, questa volta sono capitati sul “ridare il diritto di voto”. Peccato che solo gli elettori del pdl – che ancora hanno il coraggio di votare per questa gente – non capiscano che nessuno glielo aveva tolto (purtroppo!).
Confesso: quando succedono queste cose, mi arrabbio. Anzi, mi incazzo e perdo lucidità. In pratica divento fascista e totalitario nei giudizi, avendo esaurito ogni tipo di pazienza.
Insomma non riesco proprio ad adeguarmi a quest’Italia in cui ad essere rappresentata è solo ed esclusivamente una maggioranza di sottosviluppati mentali disinformati. Non posso proprio accettare il fatto per cui nella grande famiglia del pdl si voti per slogan, per sentito dire e perché lo dice la tv.
Non è possibile che nel 2010 ci siano ancora milioni di persone che vivono nel mondo della percezione della realtà, in cui c’è sempre qualcuno pronto a dire loro cosa pensare! Queste persone infatti non hanno un proprio pensiero critico elaborato: pensano per conto terzi. È fantastico analizzare il concetto di normalità che possiedono: perdono totalmente il senso della vergogna e non sanno minimamente cosa sia la decenza, né tantomeno la politica.
Questa gente non sa nemmeno che il governo non può intervenire per legge sulla legislazione elettorale, né tantomeno sulla costituzione, nonostante sia stata stuprata più volte: per fare un esempio spiccio sull’utilità di questi provvedimenti, potrei in effetti ricordare come qualsiasi elettore medio del pdl avrà in corso decine di fastidiosi processi, traendo sicuro giovamento dai vari lodi. Loro sono il popolo dell’amore.
Per di più, questa è una legge retroattiva: nessuna regola, solo quella del più forte. Qui si parla di uguaglianza di tutti di fronte alla legge, che di fatto non c’è più. Vale tutto ora: basta interpretarlo.
In sostanza, noi dobbiamo rispettare le regole sempre, loro no. Fanno il cavolo che vogliono e le riscrivono. E il problema è che sono ancora troppo pochi coloro che si indignano; i geniacci del PD che hanno deciso – con pacatezza e nessuna furbizia – di manifestare sabato prossimo, non lo sanno, ma gran parte della popolazione si sarà già dimenticata cosa è successo.
Ogni giorno salta fuori qualcuno della grande famiglia indagato per mafia, tangenti, e chi più ne ha più ne metta. Ma loro sono ancora lì a votarli: purtroppo c’è il suffragio universale qui. Che, appunto, è decisamente sopravvalutato.
Quindi loro, quelli che votano felici, cosa dicono quando vengono interpellati? Niente. Del resto, non avendo mai argomenti, ma rimanendo sempre lì in superficie a parlare di cose dettate da qualcun altro, è normale. Niente risposte, mai niente, no comment. Solo tifo a prescindere. Mai obiettività, mai nessuno che riconosce lo schifo in cui è precipitato questo paese. È imbarazzante parlare con un elettore del pdl, capisci che sotto non c’è niente, se non il vuoto pneumatico.
Mi duole farlo notare, ma non ho mica 10 anni per stare ancora lì a parlare di bene, male, buoni, cattivi, amore, cacca e pupù. Ehi, elettori del pdl, quanti anni avete? Tra qualche anno io ne avrò 30, e anche per voi sarebbe ora di partorire un’argomentazione sensata che vada oltre uno slogan. Perdonatemi se vi sono sembrato fastidioso, ma vi avevo avvisato. Del resto faccio parte del “popolo che odia”, quindi faccio il mio lavoro (oltre a lanciare duomate, ecc…).
L’unica soluzione forse, come ha sarcasticamente spiegato Andrea Beggi, sarebbe quella di farci invadere da qualche paese del Nord Europa e impedire agli italiani di votare per 3-4 generazioni.
Inutile dirvi di interpretare quello che vi dico come più vi aggrada.
A qualcuno devo confessarlo. Mi sto portando dentro da qualche tempo un pesante fardello, una di quelle cose che oggi suscitano scalpore e ti fanno diventare il caso umano: avete presente il tizio che sta di schiena col dito puntato? Ecco, proprio lui.
Siete pronti?
…Sì insomma…
Sono uno che odia.
Ora che sono riuscito ad aprirmi e a gridare questo abominio, voglio farmi psicanalizzare. Aiutatemi voi. So che questo sentimento non è sopportato né tantomeno tollerato da questo governo di gentili, educate e brave persone, ma è più forte di me. Non riesco ad apprezzare ed amare tutti quanti, e nemmeno a restare indifferente di fronte al teatrino che va avanti da ormai più di vent’anni.
Sono un mostro.
Sì, lo so, sono un terrorista della democrazia. Dovrei vergognarmi? Dovrei costituirmi alla polizia o ad una ronda padana? Dovrei seguire un corso di riabilitazione sociale? Dovrei fare una cura di pane, mediaset, Giornale e Libero? Dovrei andare a confessare tutto ad un prete? Aiutatemi.
«È in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.» —Benito Mussolini, 1932
Odio chi abusa dell’ignoranza e della credulonità popolare, della democrazia e delle istituzioni pubbliche. Odio chi governa attraverso la corruzione. Odio chi, tramite i media, altera la realtà cambiandone la percezione e plagia menti e coscienze manipolandole. Odio i servi dell’informazione e del padrone. Odio i mafiosi e chi li frequenta abitualmente. Odio chi rincretinisce, lobotomizzandoli, i cervelli più labili e deboli, mediante una propaganda in stile Goebbels. Odio le leggi ad personam, odio chi le suggerisce, le scrive, chi le approva. Odio chi, per conservare il proprio posticino al caldo, scende a qualsiasi compromesso. Odio chi, dall’alto del trono e del potere, si comporta costantemente da vittima per creare consenso. Odio chi esercita il proprio potere cavalcando le paure, la stupidità delle masse e il populismo più bieco, generando sempre più ignoranza, il fine comune e di comodo per tutti i politici italiani. Odio chi vive di inganni e mette sullo stesso piano dissenso e violenza.
Odio chi da decenni tiene bloccato il paese per qualche graffio sul cerone, per due dozzine di processi, per lodi, ruberie, holding, capitali esteri, evasione, condoni e chi più ne ha più ne metta (come il giudice). Odio chi si rivolge ai magistrati che indagano sui colletti bianchi appellandoli come “cancro da estirpare”. Odio chi si riempie la bocca di frasi fate e d’impatto, di slogan da recitare fino alla nausea, chi parla di mandanti morali indicando fantomatici terroristi mediatici. Odio chi da sempre insulta, grida, sfotte, fornisce epiteti di ogni genere, chi ha portato la volgarità e lo squallore della società a livelli altissimi, chi demonizza e fa la vittima della demonizzazione. Odio la finta opposizione, i vigliacchi e le riforme condivise. Odio chi criminalizza qualsiasi opinione diversa dalla sua. Odio chi nasconde, insabbia e manipola le notizie. Odio chi lascia fare.
Odio chi definisce criminali i pochi giornalisti liberi e i comici, ma permette che mafia e camorra vadano a braccetto con la politica. Odio chi da sempre scarica la colpa su qualcun altro, non assumendosi mai la responsabilità di niente. Odio chi ha cancellato la politica ed ha introdotto il tifo, la fiction e la pubblicità propagandistica costante per istinto di autoconservazione. Odio i prepotenti, gli ipocriti e i venduti, che con la loro faccia tosta ti danno una lezione quotidiana di morale italica. Odio chi ruba e si è fatto rubando ma grida al giustizialismo. Odio chi denuncia il clima d’odio - creando un concetto facilmente reiterabile per tutte le età - facendo finta di non ricordarsi quanto odio ha sparso e seminato, e di non conoscere i motivi di cotanta indignazione. Odio chi mercifica il corpo delle donne per vendere perle ai porci. Odio le donne che si prestano a tutto pur di arrivare, penalizzando loro stesse e tutto il paese. Odio chi, fingendo di mostrare amore, istiga all’odio, proponendosi come titolare unico e imprescindibile dei sentimenti buoni. Odio chi trasforma i più forti e vividi sentimenti umani, come l’amore e la libertà, in categorie politiche. Odio i razzisti. Odio chi ci fa vergognare di essere italiani, ma poi ci chiama antitaliani.
«Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.» —Adolf Hitler, 1933
Li odio, li ripudio e continuerò tranquillamente ad odiarli e ripudiarli, perché sono padrone della mia testa, del mio cuore e della mia coscienza. E non sono molte le persone a poterlo dire, figuriamoci scriverlo.
Del resto non sono più un bambino di 11 anni, per questo credo ancora di rivolgermi ad un pubblico adulto e maturo, che a babbo natale ha smesso di crederci da un bel pezzo. Vivo in un paese dove il capo supremo del proprio partito, detentore di praticamente tutti i mezzi di comunicazione nazionali, governa a piacimento legiferando per sé stesso, ma si lamenta delle manifestazioni di dissenso, delle contestazioni e della personalizzazione delle obiezioni che riceve.
Già, ma chi ha inventato la personalizzazione e la leaderizzazione della politica in Italia? In quale paese l’inno di un partito si intitola “meno male che XXX c’è”? Come può una persona simile pretendere di essere amato e di applicare la categoria dell’amore alla politica? Nemmeno i dittatori pretendono di essere amati come lui. Se introduci tutte queste belle cose, alla fine è normale che chi non ti apprezza se la prenda più con te che con gli altri scagnozzi. Vi svelo un altro segreto: il cosiddetto centro-destra, il pdl, è Berlusconi; di fatto non esiste una coalizione, si fa quello che dice lui e finita lì. Viene sempre eletto lui, non esiste alcuna discussione all’interno di quel coso che chiamano partito; esiste solo devozione e amore sconfinato verso il capo, perché grazie a lui decine di viscidi esseri incapaci hanno potuto fare carriera e distruggere un paese, generazioni, futuro e compagnia bella.
Chiunque viene fischiato e contestato, in tutto il mondo. Quando Prodi veniva fischiato dalle claque pagate ed inviate dal centro destra, nessuno diceva vegogna. Gli stessi angeli che ora sono ministri, affermavano che se mortadella, altro termine sinonimo dell’amore sconfinato, veniva fischiato…qualche motivo c’era, no? Purtroppo però queste cose non le ricorda mai nessuno, tanto che sembra che l’unica vittima sia Berlusconi. In realtà è giusto che chiunque possa manifestare il proprio dissenso civilmente o che un potente venga fischiato; anche i tenori alla Scala vengono fischiati, se fanno schifo.
È ipocrita pensare che si possa vietare alla gente di odiare. L’importante è che nessuno vada in giro ad istigare violenza o ad uccidere, per questo esistono già delle leggi da far rispettare. Uno a casa sua odia chi gli pare: è impossibile che ci stiano simpatici tutti. Mi sembrano discorsi talmente sciocchi ed infantili, che solo il target dell’elettorato berlusconiano (paragonato ad un bambino di 12 anni, ricordiamolo) può ricamarci sopra slogan e senso d’appartenenza. Del resto, loro sono il partito dell’amore.
Non possiamo mica pensare che siamo tutti bambini o deficienti, ognuno ha le proprie idiosincrasie: qualcuno ci starà simpatico, altri no. Ma nessuno va in giro a prendere la gente a duomate in faccia, e se qualcuno lo fa si assume le responsabilità del proprio gesto.
Di cosa stiamo parlando, quindi?
Altro che comunisti, falce e martello. Qui stiamo un attimino esagerando. Siamo passati dalle solite frasi ridicole sui comunisti, dai luoghi comuni sui partigiani per poi finire ai saluti romani a Roma per Alemanno, alla futura caccia al capro extra-espiatorio, al barbaro omicidio di Verona sino a questo osceno video.
Poi ri-discutiamo anche della superiorità morale, etica, culturale e politica della sinistra. Perché sarà pure un concetto snob, antico, superato, che non ti fa raccattare voti.
Ma, detto fra noi a bassa voce, non mi sembra poi una gran cazzata. Che io certe cose ai bambini non lo ho mai viste far fare dai genitori.
E una suoneria di un candidato sul cellulare io non l’ho mai avuta. Quindi sì, sarò un fottuto arrogante intellettualoide radical-chic del cazzo, ma certi abomini a braccio teso, certe parole come “spranghe, manganelli, morte, ammazzare, bastardo” (fatte dire ad un bambino poi), stanno solo da una parte e ci fanno retrocedere di un milione di posizioni. Perché, che lo vogliate o no, l’Italia è ancora questa.
Nel nostro sciocco paese non solo la storia non ha mai insegnato, ma moltissime persone si gasano guardando il duce e nelle loro menti vive ancora questo mito a metà tra eroe dannunziano-estetico-maledetto e fantascienza. Robe da neuro.
Perché la democrazia piace a tutti.
Ma fare i pagliacci in tanti nasconendosi poi dietro al più forte e al più potente come le pecore, piace solo ad alcuni italiani.
Il problema però sono delle bandiere bruciate. Eccola qua la lezione.
Where Am I?
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