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	<title>Blog a Progetto &#187; politica</title>
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	<description>...It&#039;s Funny Because It&#039;s True.</description>
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		<title>Risvegli democratici</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Troppo semplicistico affermare che chi ha contestato Prodi a Bologna è solo un gruppo di propagandisti. Il professore chiude gli occhi di fronte ad una realtà che non gli piace e che ha colpevolmente determinato. I fischi al Motor Show sono l’ennesimo segnale della protesta diffusa in tutto il Paese contro questa Finanziaria». —Renato Schifani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<blockquote>«Troppo semplicistico affermare che chi ha contestato Prodi a Bologna è solo un gruppo di propagandisti. Il professore chiude gli occhi di fronte ad una realtà che non gli piace e che ha colpevolmente determinato. I fischi al Motor Show sono l’ennesimo segnale della protesta diffusa in tutto il Paese contro questa Finanziaria».<br />
—<a href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/politica/prodi-contestato-motor/prodi-contestato-motor/prodi-contestato-motor.html" target="blank">Renato Schifani, 10 dicembre 2006</a></p></blockquote>
<p align="justify">Nei giorni scorsi abbiamo assistito finalmente ad una sorta di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ERameq6I7V4" target="blank">risveglio democratico in piena regola</a>. Nonostante la casta dei vecchi inciucioni, mai così coesa, si sia affrettata a etichettare come &#8220;fasciste&#8221; o addirittura &#8220;squadriste&#8221; iniziative di liberi cittadini che si sono sentiti in dovere di non tollerare che in pubblico <em>(nella loro città, ndr)</em> fosse data parola a dei <strong>mafiosi corrotti</strong>, i più attenti si saranno messi a ridere. Per non piangere, si intende.</p>
<p align="justify">
<blockquote>- &#8220;Ciao sono Totò Riina e vorrei parlare in pubblico per dire quanto la polizia faccia schifo, e così lo Stato&#8221;<br />
- &#8220;PREGO FAI PURE!&#8221;<br />
- &#8220;&#8230;Noi invece ti fischiamo!&#8221;<br />
- &#8220;FASCISTI!&#8221;</p></blockquote>
<p align="justify">Chiunque sia dotato di un minimo di senno o di senso della democrazia, sa bene che non si è trattato di fascismo: questa <strong>è proprio democrazia</strong>. Probabilmente la sua assenza in tutti questi anni ce lo ha fatto dimenticare, ma <strong>fascismo è reprimere con violenza</strong>, non dissentire. Fatemi capire: coloro che stanno al governo <strong>chiudono le piazze</strong>, <strong>impediscono le manifestazioni per legge</strong> e se qualcuno li fischia <em>&#8220;eh no, non si fa&#8221;</em>? Ma certo. Stare a guardare in silenzio e assistere allo sfacelo; è così che si è cittadini attivi ed è così che si fa opposizione. E il PD fa scuola in questo.</p>
<p align="justify">
<blockquote>- &#8220;Ciao, sono un pedofilo e vorrei parlare in pubblico per dirvi quanto sia bello stuprare i bambini&#8221;<br />
- &#8220;PREGO, CHE NOI SIAMO I VERI DEMOCRATICI!&#8221;<br />
- &#8220;&#8230;Noi invece ti fischiamo&#8221;<br />
- &#8220;FASCISTI!&#8221;</p></blockquote>
<p align="justify">Stiamo parlando infatti di un partito incredibile, un partito che viene sommerso di fischi alla propria festa: una <strong>barzelletta vivente</strong>. Franco Marini &#8211; splendido esemplare del vecchiume e di quella dirigenza con cui mai si vincerà &#8211; <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2010/09/03/il-pd-fischiato-alla-festa-del-pd-ma-piano-piano-gli-elettori-capiranno/" target="blank">è infatti stato fischiato</a> mentre esponeva in modo più che confuso la linea del proprio segretario. In pratica, mentre l’opposizione &#8211; quella che potrebbe far cadere il governo &#8211; è pressoché confluita nella maggioranza, <strong>c’è chi fa opposizione a un’opposizione che non fa l’opposizione</strong>. Così facendo ovviamente non si opporrà alla maggioranza ma anche e soprattutto a sé stessa. Come se non bastasse, tutto ciò avviene mentre <em>l’opposizione che non fa l’opposizione</em> cerca l’aiuto dell’opposizione che ancora è nella maggioranza.</p>
<p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ULOuXZT6le8?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ULOuXZT6le8?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="271"></embed></object></p>
<p align="justify">Probabilmente, come dice Marini, <em>“piano piano capiranno tutti”</em> (minuto 7:30): non si sa per quale motivo, ma &#8220;hanno ragione loro&#8221;, i fischiati. Quelli che dal 1994 ad oggi ci hanno guidato tra mille sconfitte, ma suvvia&#8230;un po&#8217; di pazienza. La verità è che gli elettori del PD hanno le idee chiare da tempo immemore, ma loro continuano a far finta di niente; oppure sono proprio stupidi, non c&#8217;è altra spiegazione. Perché la dirigenza del partito si ostina a seguire <strong>la strada peggiore</strong> anche quando i tuoi elettori sono lì a dirti per la quattrocentesima volta che state sbagliando, che così non andrete ancora una volta da nessuna parte?</p>
<p align="justify">La caduta di Berlusconi sarà lenta e rovinosa, grazie anche ad un partito totalmente incapace di proporre qualsivoglia soluzione. Quindi <strong>che cosa dovremmo fare per piacere a lorsignori</strong>? Basterà continuare a starsene zitti tra un’elezione e l’altra, oppure dovremo pretendere a gran voce ancora più collusioni mafiose e più leggi su misura? Vi bastano gli applausi su vostra indicazione o preferite il sostegno degli anziani della prima fila, quelli che forse voteranno per voi ancora una volta <em>- rappresentanti di un&#8217;epoca che non c&#8217;è più -</em> e non vi faranno mai più vincere nulla? È ora di smetterla di vivere nel passato, è ora di smetterla di concepire la politica come cinquant&#8217;anni fa. Ehi, se alzi la testa c&#8217;è il futuro.</p>
<p align="justify">Per l&#8217;ennesima volta ieri <a href="http://www.pieroricca.org/2010/09/05/torino-7/" target="blank">la casta si è compattata a reti unificate</a> e sotto l’alto patrocinio del presidente della repubblica, contro quei cittadini che esigendo trasparenza osano chiedere chiarezza sulle ombre di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Schifani#Carriera_professionale" target="blank">Schifani</a> o denunciare i collegamenti di Dell’Utri. Per inciso, complimenti a coloro che hanno avuto il coraggio di gridare la verità a Como in faccia a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell%27Utri#Procedimenti_giudiziari" target="blank">Dell&#8217;Utri</a>; di mafia ci sono stati fin troppi morti. C&#8217;è però un <strong>enorme problema</strong>: chi non sa informarsi via web, chi non sa nulla della biografia di Dell&#8217;Utri o di quella di Schifani, figuriamoci di quella di Berlusconi, che idea potrà mai farsi guardando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tXuAsUrT-z4" target="blank">un &#8220;servizio&#8221; come quello del Tg2 di ieri sera</a>, confezionato su misura come un vestito &#8211; per dirlo alla Bruno Vespa?</p>
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		<title>Suffragio universale is overrated</title>
		<link>http://blogaprogetto.com/2010/03/09/suffragio-universale-is-overrated/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa volta l&#8217;hanno fatta davvero grossa. Sono così incompetenti ed arroganti che non se ne rendono nemmeno conto. Un caos del genere non si era mai visto, e tutto per colpa loro: hanno fatto tutto da soli, e già questo la dice lunga. Per l&#8217;ennesima volta hanno cambiato le regole in corsa perché sono incapaci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a target='_blank' title='La faccia come il culo' href='http://img138.imageshack.us/i/lafacciacomeilculo.jpg/'><img src='http://img138.imageshack.us/img138/2483/lafacciacomeilculo.jpg' width="397" height="250" border='0'/></a></p>
<p align="justify">Questa volta l&#8217;hanno fatta davvero grossa. Sono così incompetenti ed arroganti che non se ne rendono nemmeno conto. Un caos del genere non si era mai visto, e tutto per colpa loro: <strong>hanno fatto tutto da soli</strong>, e già questo la dice lunga. Per l&#8217;ennesima volta hanno cambiato le regole in corsa perché sono incapaci, così stupidi da combinare <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/03/06/il-decreto-interpretativo-contrasta-con-la-legge-e-la-costituzione/" target="blank">una delle peggiori porcate della storia della Repubblica italiana</a>.</p>
<p align="justify">È più forte di loro, ma del resto si tratta della loro natura: sono ignoranti, clientelari, corrotti e pessimi: il peggio del peggio insomma. E <a href="http://www.enrico-sola.com/2010/03/dalla-svolta-di-salerno-alla-cazzata-del-quirinale/" target="blank">come spiega Suzukimaruti nel suo bel post</a>, i ministri di questa finta destra sono il meglio che questo pdl possa offrire: la vera feccia della feccia che risale il barile si trova nei ministeri. Amici di, parenti di, l&#8217;hanno data a, eccetera eccetera, sono solo alcuni dei mali minori nei criteri di scelta della classe dirigente che oggi è al potere in Italia. Quella che l&#8217;ha condotta al totale baratro, quella che per servire un solo nome a costo di tutto ha paralizzato una nazione intera per decenni, condannando diverse generazioni ad un futuro disastroso.</p>
<p align="justify">A pensare poi alla ridicola retorica brunettiana sull&#8217;efficienza, come minimo ti viene da ridere a crepapelle. Sono arrivati in ritardo ovunque, <a href="http://www.02blog.it/post/6471/regionali-formigoni-ricorre-al-tar-in-ritardo-e-berlusconi-pensa-a-un-decreto-salvaliste" target="blank">persino per il ricorso al Tar</a>. E nel frattempo, a causa del Berlusconi furioso che si accorge forse per la prima volta che i soldi non possono comprare proprio tutto, parte la solita tattica dell&#8217;abbaglio e della propaganda aggressiva, con lo slogan reiterato fino alla nausea: dopo aver girato la ruota, questa volta sono capitati sul <em>&#8220;ridare il diritto di voto&#8221;</em>. Peccato che solo gli elettori del pdl &#8211; che ancora hanno il coraggio di votare per questa gente &#8211; non capiscano che nessuno glielo aveva tolto <em>(purtroppo!)</em>.</p>
<p align="justify">Confesso: quando succedono <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/03/07/pacatamente-ma-anche-severamente/" target="blank">queste cose</a>, mi arrabbio. Anzi, mi incazzo e perdo lucidità. In pratica divento fascista e totalitario nei giudizi, avendo esaurito ogni tipo di pazienza.<br />
Insomma non riesco proprio ad adeguarmi a quest&#8217;Italia in cui ad essere rappresentata è solo ed esclusivamente una maggioranza di sottosviluppati mentali disinformati. Non posso proprio accettare il fatto per cui nella grande famiglia del pdl si voti per slogan, per sentito dire e perché lo dice la tv.</p>
<p align="justify">Non è possibile che nel 2010 ci siano ancora milioni di persone che vivono nel mondo della <strong>percezione della realtà</strong>, in cui c&#8217;è sempre qualcuno pronto a dire loro cosa pensare! Queste persone infatti non hanno un proprio pensiero critico elaborato: pensano per conto terzi. È fantastico analizzare il concetto di normalità che possiedono: perdono totalmente il senso della vergogna e non sanno minimamente cosa sia la decenza, né tantomeno la politica.</p>
<p align="justify">Questa gente non sa nemmeno che il governo non può intervenire per legge sulla legislazione elettorale, né tantomeno sulla costituzione, nonostante sia stata stuprata più volte: per fare un esempio spiccio sull&#8217;utilità di questi provvedimenti, potrei in effetti ricordare come qualsiasi elettore medio del pdl avrà in corso decine di fastidiosi processi, traendo sicuro giovamento dai vari lodi. <strong>Loro sono il popolo dell&#8217;amore</strong>.<br />
Per di più, questa è una legge <em>retroattiva</em>: nessuna regola, <strong>solo quella del più forte</strong>. Qui si parla di uguaglianza di tutti di fronte alla legge, che di fatto non c&#8217;è più. <strong>Vale tutto ora</strong>: basta interpretarlo.</p>
<p align="justify">In sostanza, noi dobbiamo rispettare le regole sempre, <strong>loro no</strong>. Fanno <em>il cavolo che vogliono</em> e le riscrivono. E il problema è che sono ancora troppo pochi coloro che si indignano; i geniacci del PD che hanno deciso &#8211; con pacatezza e nessuna furbizia &#8211; di manifestare sabato prossimo, non lo sanno, ma gran parte della popolazione si sarà già dimenticata cosa è successo.</p>
<p align="justify">Ogni giorno salta fuori qualcuno della grande famiglia indagato per mafia, tangenti, e chi più ne ha più ne metta. Ma loro sono ancora lì a votarli: purtroppo c&#8217;è il suffragio universale qui. Che, appunto, è decisamente sopravvalutato.<br />
Quindi loro, quelli che votano felici, cosa dicono quando vengono interpellati? Niente. Del resto, non avendo mai argomenti, ma rimanendo sempre lì in superficie a parlare di cose dettate da qualcun altro, è normale. Niente risposte, mai niente, no comment. <strong>Solo tifo a prescindere</strong>. Mai obiettività, mai nessuno che riconosce lo schifo in cui è precipitato questo paese. È imbarazzante parlare con un elettore del pdl, capisci che sotto non c&#8217;è niente, se non il vuoto pneumatico.</p>
<p align="justify">Mi duole farlo notare, ma non ho mica 10 anni per stare ancora lì a parlare di bene, male, buoni, cattivi, amore, cacca e pupù. Ehi, elettori del pdl, quanti anni avete? Tra qualche anno io ne avrò 30, e anche per voi sarebbe ora di partorire un&#8217;argomentazione sensata che vada oltre uno slogan. Perdonatemi se vi sono sembrato fastidioso, ma vi avevo avvisato. Del resto faccio parte del &#8220;popolo che odia&#8221;, quindi faccio il mio lavoro (oltre a lanciare duomate, ecc&#8230;).</p>
<p align="justify">L&#8217;unica soluzione forse, <a href="http://ff.im/h14oS" target="blank">come ha sarcasticamente spiegato Andrea Beggi</a>, sarebbe quella di farci invadere da qualche paese del Nord Europa e <strong>impedire</strong> agli italiani di votare per 3-4 generazioni.</p>
<p align="justify">Inutile dirvi di interpretare quello che vi dico come più vi aggrada.</p>
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		<title>Sono stati fraintesi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa sera facevo una riflessione semplice. Pensavo alle regole, alla totale assenza di esse o di una qualsivoglia forma di trattazione dell&#8217;argomento da parte dell&#8217;opinione pubblica. In tutto il ridicolo pasticcio causato dal pdl nelle liste delle elezioni regionali, i soggetti sono sempre gli stessi. Come sempre, nessuno si assume mai una responsabilità, che viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a target='_blank' title='Le regole non esistono' href='http://img31.imageshack.us/i/rulesma.gif/'><img src='http://img31.imageshack.us/img31/5779/rulesma.gif' width="300" height="300" border='0'/></a></p>
<p6>
<p align="justify">Questa sera facevo una riflessione semplice. Pensavo alle regole, alla totale assenza di esse o di una qualsivoglia forma di trattazione dell&#8217;argomento da parte dell&#8217;opinione pubblica.<br />
In tutto il ridicolo pasticcio causato dal pdl nelle liste delle elezioni regionali, i soggetti sono sempre gli stessi. Come sempre, nessuno si assume mai una responsabilità, che viene poi richiesta agli elettori ovviamente, e nessuno si sente minimamente colpevole.</p>
<p align="justify">Del resto, la personalizzazione della politica e dei fatti a prescindere, ci ha ormai condotto ad una situazione francamente imbarazzante.<br />
Tutto questo è figlio di quella <em>semplificazione estrema</em> che ha plasmato gli italiani negli ultimi decenni, oggi palline da flipper in balia totale delle circostanze; veniamo ormai reputati solamente come tifosi che hanno bisogno di identificarsi in qualcuno.<br />
Che nazione siamo, quindi?</p>
<p align="justify"><strong>Siamo un paese senza regole</strong>. Che esempio può dare, che messaggio può lanciare e che futuro può garantire ai più giovani o ai più piccoli, un luogo in cui chi comanda è il primo a non concepire regole, ma al più le cambia? Se c&#8217;è una regola o, in altre parole, se esistono delle leggi, andrebbero semplicemente rispettate. No, &#8220;è colpa degli altri&#8221;; no, &#8220;è colpa dei giudici&#8221;; no, ho diritto a questo e quello, sono pulito, faccio quello che voglio&#8221;. Perché è la testimonianza elementare della tua totale incompetenza e/o inadeguatezza al ruolo per cui ti sei candidato. Sei un incapace, quindi abbi la decenza di startene in silenzio.</p>
<p align="justify">È come se voi aveste una scadenza lavorativa fissata per un giorno, non la rispettate, ma tanto tutto si sistemerà perché cambiate le regole in fretta e furia. Tanto siete il capo e c&#8217;è qualcuno che ve lo permette. &#8220;Mi scusi professore, so bene che l&#8217;esame era ieri&#8230;ma facciamo finta che sia oggi&#8221;. &#8220;Nessun problema, sia dia anche il voto da solo, già che ci siamo&#8221;.</p>
<p align="justify">Per essere un po&#8217; più populisti, provate a pagare le tasse in ritardo. Vediamo cosa accade. Certo, potete sempre dare la colpa al commercialista.<br />
Insomma, voglio solo <strong>interrogare i fantagenitori</strong> di oggi o quelli in potenza: cosa insegnate &#8211; nel 2010 &#8211; ai vostri figli? Cosa insegneremo a chi verrà? Che eredità lascia questa Italia al nostro futuro?</p>
</p6>
]]></content:encoded>
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		<title>Inno all&#8217;odio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 15:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A qualcuno devo confessarlo. Mi sto portando dentro da qualche tempo un pesante fardello, una di quelle cose che oggi suscitano scalpore e ti fanno diventare il caso umano: avete presente il tizio che sta di schiena col dito puntato? Ecco, proprio lui. Siete pronti? &#8230;Sì insomma&#8230; Sono uno che odia. Ora che sono riuscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-3nwr2nl-c0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-3nwr2nl-c0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p align="justify">A qualcuno devo confessarlo. Mi sto portando dentro da qualche tempo un pesante fardello, una di quelle cose che oggi suscitano scalpore e ti fanno diventare il caso umano: avete presente il tizio che sta di schiena col dito puntato? Ecco, proprio lui.<br />
Siete pronti?<br />
&#8230;Sì insomma&#8230;<br />
Sono uno che odia.</p>
<p align="justify">Ora che sono riuscito ad aprirmi e a gridare questo abominio, voglio farmi psicanalizzare. Aiutatemi voi. So che questo sentimento non è sopportato né tantomeno tollerato da questo governo di gentili, educate e brave persone, ma è più forte di me. Non riesco ad apprezzare ed amare tutti quanti, e nemmeno a <strong>restare indifferente</strong> di fronte al teatrino che va avanti da ormai più di vent&#8217;anni.</p>
<p align="justify">Sono un mostro.<br />
Sì, lo so, sono un terrorista della democrazia. Dovrei vergognarmi? Dovrei costituirmi alla polizia o ad una ronda padana? Dovrei seguire un corso di riabilitazione sociale? Dovrei fare una cura di pane, mediaset, <a href="http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/12/beccati-ecco-come-il-giornale-e-simili.html" target="blank">Giornale e Libero</a>? Dovrei andare a confessare tutto ad un prete? Aiutatemi.</p>
<p align="center">
<blockquote>
<p align="justify">«È in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.»<br />
<em>—Benito Mussolini, 1932</em></p>
</blockquote>
<p align="justify"><strong>Odio</strong> chi abusa dell&#8217;ignoranza e della credulonità popolare, della democrazia e delle istituzioni pubbliche. Odio chi governa attraverso la corruzione. Odio chi, tramite i media, altera la realtà cambiandone la percezione e plagia menti e coscienze manipolandole. Odio i servi dell&#8217;informazione e del padrone. Odio i mafiosi e chi li frequenta abitualmente. Odio chi rincretinisce, lobotomizzandoli, i cervelli più labili e deboli, mediante una propaganda in stile Goebbels. Odio le leggi ad personam, odio chi le suggerisce, le scrive, chi le approva. Odio chi, per conservare il proprio posticino al caldo, scende a qualsiasi compromesso. Odio chi, dall&#8217;alto del trono e del potere, si comporta costantemente da vittima per creare consenso. Odio chi esercita il proprio potere cavalcando le paure, la stupidità delle masse e il populismo più bieco, generando sempre più ignoranza, il fine comune e di comodo per tutti i politici italiani. Odio chi vive di inganni e mette sullo stesso piano dissenso e violenza.</p>
<p align="justify"><strong>Odio</strong> chi da decenni tiene bloccato il paese per qualche graffio sul cerone, per due dozzine di processi, per lodi, ruberie, holding, capitali esteri, evasione, condoni e chi più ne ha più ne metta <em>(come il giudice)</em>. Odio chi si rivolge ai magistrati che indagano sui colletti bianchi appellandoli come &#8220;cancro da estirpare&#8221;. Odio chi si riempie la bocca di frasi fate e d&#8217;impatto, di slogan da recitare fino alla nausea, chi parla di mandanti morali indicando fantomatici terroristi mediatici. Odio chi da sempre insulta, grida, sfotte, fornisce epiteti di ogni genere, chi ha portato la volgarità e lo squallore della società a livelli altissimi, chi demonizza e fa la vittima della demonizzazione. Odio la finta opposizione, i vigliacchi e le riforme condivise. Odio chi criminalizza qualsiasi opinione diversa dalla sua. Odio chi nasconde, insabbia e manipola le notizie. Odio chi lascia fare.</p>
<p align="justify"><strong>Odio</strong> chi definisce criminali i pochi giornalisti liberi e i comici, ma permette che mafia e camorra vadano a braccetto con la politica. Odio chi da sempre scarica la colpa su qualcun altro, non assumendosi mai la responsabilità di niente. Odio chi ha cancellato la politica ed ha introdotto il tifo, la fiction e la pubblicità propagandistica costante per istinto di autoconservazione. Odio i prepotenti, gli ipocriti e i venduti, che con la loro faccia tosta ti danno una lezione quotidiana di morale italica. Odio chi ruba e si è fatto rubando ma grida al giustizialismo. Odio chi denuncia il clima d&#8217;odio <em>- creando un concetto facilmente reiterabile per tutte le età -</em> facendo finta di non ricordarsi quanto odio ha sparso e seminato, e di non conoscere i motivi di cotanta indignazione. Odio chi mercifica il corpo delle donne per vendere perle ai porci. Odio le donne che si prestano a tutto pur di arrivare, penalizzando loro stesse e tutto il paese. Odio chi, fingendo di mostrare amore, istiga all&#8217;odio, proponendosi come titolare unico e imprescindibile dei sentimenti buoni. Odio chi trasforma i più forti e vividi sentimenti umani, come l&#8217;amore e la libertà, in categorie politiche. Odio i razzisti. Odio chi ci fa vergognare di essere italiani, ma poi ci chiama <em>antitaliani</em>.</p>
<p align="center">
<blockquote>
<p align="justify">«Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli﻿ ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.»<br />
<em>—Adolf Hitler, 1933</em></p>
</blockquote>
<p align="justify">Li odio, li ripudio e continuerò tranquillamente ad odiarli e ripudiarli, perché sono padrone della mia testa, del mio cuore e della mia coscienza. E non sono molte le persone a poterlo dire, figuriamoci scriverlo.<br />
Del resto non sono più un bambino di 11 anni, per questo credo ancora di rivolgermi ad un pubblico adulto e maturo, che a babbo natale ha smesso di crederci da un bel pezzo. Vivo in un paese dove il capo supremo del proprio partito, detentore di praticamente tutti i mezzi di comunicazione nazionali, governa a piacimento legiferando per sé stesso, ma si lamenta delle manifestazioni di dissenso, delle contestazioni e della personalizzazione delle obiezioni che riceve.</p>
<p align="justify">Già, ma chi ha inventato la personalizzazione e la leaderizzazione della politica in Italia? In quale paese l&#8217;inno di un partito si intitola <em>&#8220;meno male che XXX c&#8217;è&#8221;</em>? Come può una persona simile pretendere di essere amato e di applicare la categoria dell&#8217;amore alla politica? <strong>Nemmeno i dittatori pretendono di essere amati come lui</strong>. Se introduci tutte queste belle cose, alla fine è normale che chi non ti apprezza se la prenda più con te che con gli altri scagnozzi. Vi svelo un altro segreto: il cosiddetto centro-destra, il pdl, <strong>è Berlusconi</strong>; di fatto non esiste una coalizione, si fa quello che dice lui e finita lì. Viene sempre eletto lui, non esiste alcuna discussione all&#8217;interno di quel coso che chiamano partito; esiste solo devozione e amore sconfinato verso il capo, perché grazie a lui decine di viscidi esseri incapaci hanno potuto fare carriera e distruggere un paese, generazioni, futuro e compagnia bella.</p>
<p align="justify">Chiunque viene fischiato e contestato, in tutto il mondo. Quando Prodi veniva fischiato dalle claque pagate ed inviate dal centro destra, nessuno diceva vegogna. Gli stessi angeli che ora sono ministri, affermavano che se <em>mortadella</em>, altro termine sinonimo dell&#8217;amore sconfinato, veniva fischiato&#8230;<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/12_Dicembre/10/prodi.shtml" target="blank">qualche motivo c&#8217;era, no?</a> Purtroppo però queste cose non le ricorda mai nessuno, tanto che sembra che l&#8217;unica vittima sia Berlusconi. In realtà <strong>è giusto</strong> che chiunque possa manifestare il proprio dissenso civilmente o che un potente venga fischiato; anche i tenori alla Scala vengono fischiati, se fanno schifo.</p>
<p align="center">
<blockquote>
<p align="justify"><em><a href="http://www.pieroricca.org/2009/12/22/inciucisti-irriducibili/" target="blank">«Gli antiberlusconiani irriducibili sono i migliori alleati di Berlusconi”</a>, spiega Luciano Violante in un’intervista. Loro sì che sanno come si sconfigge un avversario così anomalo: sedendosi di nuovo al tavolo delle riforme condivise.»</em></p>
</blockquote>
<p align="justify">È ipocrita pensare che si possa vietare alla gente di odiare. L&#8217;importante è che nessuno vada in giro ad istigare violenza o ad uccidere, per questo esistono già delle leggi da far rispettare. Uno a casa sua odia chi gli pare: è impossibile che ci stiano simpatici tutti. Mi sembrano discorsi talmente sciocchi ed infantili, che solo il target dell&#8217;elettorato berlusconiano (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rQAc427uKeI" target="blank">paragonato ad un bambino di 12 anni, ricordiamolo</a>) può ricamarci sopra slogan e senso d&#8217;appartenenza. Del resto, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ofcYRK4KmKI" target="blank">loro sono il partito dell&#8217;amore</a>.</p>
<p align="justify">Non possiamo mica pensare che siamo tutti bambini o deficienti, ognuno ha le proprie <strong>idiosincrasie</strong>: qualcuno ci starà simpatico, altri no. Ma nessuno va in giro a prendere la gente a duomate in faccia, e se qualcuno lo fa si assume le responsabilità del proprio gesto.<br />
Di cosa stiamo parlando, quindi?</p>
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		<title>Il marketing del crocifisso (prima parte): il cristianesimo è morto, ma i cristiani non lo sanno</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per una volta sono d&#8217;accordo con Filippo Facci. A doverci dare delle spiegazioni sono coloro che vogliono mantenere l&#8217;obbligo (che formalmente non esiste) del crocifisso, e non viceversa. Anche perché partono da presupposti sbagliati e totalmente fuorvianti, chiamando in causa tradizioni che tali non sono. Al solito viene fatta una gran confusione che va ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p6>
<p align="justify">Per una volta <a href="http://www.macchianera.net/2009/11/04/la-fissa-della-croce/" target="blank">sono d&#8217;accordo con Filippo Facci</a>. A doverci dare delle spiegazioni sono coloro che vogliono mantenere l&#8217;obbligo <em>(che formalmente non esiste)</em> del crocifisso, e non viceversa. Anche perché partono da presupposti sbagliati e totalmente fuorvianti, chiamando in causa tradizioni che tali non sono. Al solito viene fatta una gran confusione che va ad annichilire tutto il resto.</p>
</p6>
<p align="justify"><strong>Le origini.</strong> Il famigerato crocifisso fu di fatto reso obbligatorio nel momento in cui Mussolini <em>(con Pio XI)</em> dispose che quella cattolica era la religione dello Stato, quando cioè <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Italia_fascista#La_conciliazione_con_la_Chiesa" target="blank">il concordato fornì una base giuridica al potere temporale</a>. In realtà poi nel 1948 la Costituzione sancì l’uguaglianza delle religioni di fronte alla legge, fino alla nota revisione del Concordato nel 1984: da quel momento l’Italia sarebbe uno stato perfettamente laico, quindi ogni simbolo <em>(&#8220;simbolo&#8221; non è il termine esatto nel caso della religione cattolica, ma ne parlerò più avanti)</em> religioso dovrebbe avere i diritti di ogni altro.<br />
Chiunque non sia acciecato da un integralismo bigotto o ottuso, converrà con me nell&#8217;affermare che in linea di massima l’obbligo del crocifisso presto o tardi sparirà, così come verrà eliminata l’ora di religione e il diritto (politico) delle chiese cattoliche di scampanare come altre non possono fare. In altre parole, prima del prossimo secolo e con un minimo di ottimismo, il diritto dovrebbe guidare il definitivo processo di laicizzazione dello Stato italiano, cosa che perlatro la <a href="http://www.lucacoscioni.it/rassegnastampa/crocifisso-nelle-scuole-ecco-la-sentenza-della-corte-europea" target="blank">Corte di Cassazione</a> ha già spiegato il <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/" target="blank">15 dicembre 2004</a>: non esiste nessuna legge che imponga la presenza dei crocifissi nei luoghi pubblici.</p>
<p align="justify"><strong>La sentenza non è una vittoria.</strong> La corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha parlato chiaro. E anche se ovviamente la sentenza non verrà applicata né tantomeno rispettata, è sintomatica. Vuoi appendere il crocifisso? Liberissimo di farlo, ma nella tua macchina e vicino all&#8217;arbre magique. In strada non ci sono crocifissi, perché devono esserci in un edificio pubblico? Perché fino all&#8217;altro ieri tutti ignoravano la presenza del crocifisso, che nelle scuole non c&#8217;è più da tempo <em>(manca il materiale per fare lezione, soldi per pagare gli insegnanti o comprare la cartaigienica, figuriamoci per il crocifisso)</em>, ma oggi <a href="http://piste.blogspot.com/2009/11/ma-fammi-ridere-ministro.html" target="blank">i politici parlano di tradizione, simbolo, sacrilegio</a>? Che forse sia la solita tiritera propagandistica? Sì. Lo testimonia il fatto che a poche ora dalla sentenza della Corte Europea, <a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNPTw3-MLI/AAAAAAAABzY/CZosZWB7rTk/s320/berlusconi+croce.jpg" target="blank">Berlusconi si sia fatto fotografare con una enorme croce tra le mani</a>, così tamarra che manco Fabrizio Corona riuscirebbe ad appendersela al collo.<br />
Ma diciamo subito che nessuno vince per ora, perché la battaglia è ancora lunga. Altrimenti stabiliamo che io, musulmano/ebreo/induista, ecc&#8230;, appendo il mio simbolo. Ecco, sarebbe bello lasciare la libertà di scelta e non imporre nulla con la forza, come da sempre hanno fatto i cattolici. Mi duole così ricordare che se siamo diventati un paese schifoso lo dobbiamo anche ai cattolici. Per questo nel 2009 c&#8217;è ancora gente che parla di vietare l&#8217;aborto, per fare un esempio.</p>
<p align="justify"><b>&#8220;Aspetta Alessà, ma ci sono problemi più gravi!&#8221;.</b> Progredire vuol dire liberarsi dalle imposizioni che presuppongano l&#8217;esclusiva tutela di poche elite che possono così puntare solo sul proprio istinto di autoconservazione. Il problema però è che in Italia, secondo l&#8217;opinione pubblica *influente* <em>(non la maggioranza quindi, quanto piuttosto chi ha la voce più forte)</em>, sussiste l&#8217;equazione italiano=cattolico, secondo la quale tutti gli italiani sono cattolici/credenti.<br />
<strong>Ma non è così</strong>.<br />
È semplicistico affermare che questo non sia un problema così fondamentale per il paese. La questione va posta nell&#8217;ottica del &#8220;passo&#8221; verso uno stato laico, più civile e di conseguenza libero. Sul piano giudiziario, la fame, il lavoro e quant&#8217;altro vengono sempre prima dei diritti, ma senza diritti <em>(es: laicità)</em> prima o poi arrivano a togliere anche tutto il resto. In altre parole, va bene la panza piena, ma non la testa vuota. Perché i simboli, con la totale identificazione in essi, hanno mutato profondamente la storia.<br />
Quello che non passa come sempre è che il caos generato derivi esclusivamente dall&#8217;interesse verso il serbatoio di voti rappresentato dai cattolici. Perché così facendo il crocifisso verrà utilizzato e inchiodato nei programmi politici di pdl, lega e udc. Ci troviamo in un contesto nel quale nessuno vuole scoperchiare questo benedetto vaso crociato, spiegando che i cattolici sono una <em>(potente)</em> minoranza. Molti credenti <em>(facciamo praticamente tutti)</em> se ne sbattono dei precetti della chiesa <em>(idem i politici promotori dei family day, che tra poco organizzeranno i puttan tour credo)</em> e probabilmente sarebbero comunque d&#8217;accordo nel fare qualche passo verso una laicità o uno stato civile moderno in cui la chiesa non interferisca troppo con la nostra vita.</p>
<p align="justify"><b>&#8220;Eh ma prova tu ad andare in un paese islamico a dire una cosa del genere!&#8221;.</b> Questa è l&#8217;unica e nota obiezione che il leghista medio<em> (quelli degli <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aGflOLa6J2U" target="blank">slogan inferiori alle 7-8 parole, che poi diventano complessi</a>)</em> o il forzitaliota geneticamente modificato riescono a ponderare. E la mia risposta è la seguente: scusate, noi dovremmo ambire ad essere una teocrazia musulmana rivisitata in chiave cattolica? <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/11/quando-il-battesimo-obbligatorio.html" target="blank">A quanto pare sì</a>.<br />
Mi spiego. Secondo la maggior parte dei politici paraculi, la sentenza UE offenderebbe le nostre tradizioni. Ovviamente è una cazzata. Altrimenti, sì, reagiamo, visto che la croce (sempre secondo i più) è un &#8220;simbolo della nostra cultura&#8221;. <strong>Ma allora appendiamo in aula anche la pizza</strong>.<br />
La scuola pubblica deve rappresentare lo Stato, che è e dovrebbe essere laico. In una scuola pubblica i cosiddetti &#8220;valori&#8221; storici, culturali o di qualsiasi altro genere non vanno estromessi, ma piuttosto diffusi e trasmessi criticamente, di certo non inchiodati o venerati.<br />
Ma da oggi, guai a chi tocca Gesù a scuola. Il problema è che quando si parla di crocifisso, quindi del famoso non-simbolo, c&#8217;è anche dell&#8217;altro. Perché se proprio vogliono considerarlo tale, tenderei a ricordare che un simbolo si porta dietro tanti altri significati o letture, quali: il diritto alla morte negato, la fecondazione assistita o ostacolata, la ricerca scientifica bloccata, l&#8217;omofobia, la sessuofobia, i finanziamenti di stato, il crimen solicitationis, l&#8217;infallibilità del papa, la pedofilia, i soldi, le streghe, ecc. Tutti retaggi di un passato <em>(o presente, in alcuni casi)</em> che hanno fondamenta nelle scritture, nelle gerarchie ecclesiastiche e in un sistema di potere che rimanda ad una sola origine, divina e insindacabile. Che quindi non può e non deve stare in un edificio <em>pubblico</em>.
</p>
<p align="justify"><b>Perché il crocifisso non può essere un simbolo</b>. Mettere un segno religioso in luoghi pubbblici, ergo dello Stato, cozza parecchio con la sua laicità: <strong>lo Stato non è e non deve essere un confessionale</strong>, di conseguenza non si dovrebbero apporre simboli confessionali, tutto qui.<br />
Che piaccia o meno, il crocifisso è un simbolo esclusivamente religioso, e la storia dell&#8217;Italia non è la storia del cattolicesimo. E innegabile parlare delle nostre radici cattoliche, ma è anche forzato. Perché allora le radici le abbiamo anche più indietro. Greche, romane, arabe, illuministe, risorgimentali, liberiste, normanne, spagnole, fasciste, comuniste, e infine anche cattoliche. Ma questo cosa c&#8217;entra con il crocifisso nelle aule? Chiedetelo a Formigoni.<br />
Il crocifisso non può e non fa parte della cultura laica, e dire che fa parte di quella italiana è una bella forzatura. In Palestina forse, non qui. Io per esempio non mi riconosco assolutamente nel crocifisso e nel cattolicesimo.<br />
Ma veniamo al <a href="http://www.wolfstep.cc/2096/crocifissi-e-stoccafissi/" target="blank">vero motivo per cui il crocifisso non debba stare nelle aule</a>. Per prima cosa, perché «fuori da quelle aule non c’è nessun crocifisso. E non mi riferisco ai muri. Perché voi state cercando di appendere ad un muro qualcosa che non avete più dentro. Mi riferisco alle persone. Non ci sono i cattolici. Ed è per questo che quel pezzettino di legno non significa più nulla.»<br />
Di colpo i cristiani si sono svegliati ricordandosi che vogliono quell&#8217;oggetto lì all&#8217;interno delle aule perché ritengono che quel pezzo di legno sia la loro religione. Ed ecco la prima incredibile caduta: i credenti del 2009 non sanno minimamente che solo attivando questo sciocco passaggio mentale sono dei meri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idolatria" target="blank">idolatri</a>. Il corollario di questo teorema è altrettanto evidente: non conoscete la differenza tra un simbolo ed un idolo. E se ve lo dice un povero ateo, siete davvero messi male.<br />
Perché l&#8217;unica pura e nuda verità è che «<a href="http://www.wolfstep.cc/2096/crocifissi-e-stoccafissi/" target="blank">il cristianesimo è morto</a>. Per colpa vostra.» E andare al funerale in lacrime portando una croce non è di certo un alibi.</p>
<p align="justify"><b>Cosa pensa la religione del vostro simbolo?</b> Le domande da fare ad un cristiano o ad un politico per farlo cadere in palese contraddizione risultano molteplici e pateticamente elementari. Basterebbe chiedere loro cosa pensa la religione cristiana dei simboli o quale sia il vero ed unico simbolo del cristianesimo. Le risposte non le invento di certo io, ma stanno semplicemente nelle sacre scritture.<br />
Qualsiasi parroco potrebbe ricordarvelo: la <em>vostra</em> religione, o se preferite il capo, spiega che un cristiano non dovrebbe riconoscersi in alcun segno, effige, vestito e via discorrendo; al contrario, si parla di riconoscersi nella fratellanza. <strong>L&#8217;amore fraterno è il simbolo del cristianesimo</strong>. Non il crocifisso, e nemmeno la politica. Non la tradizione, e nemmeno la cultura. Non la Lega, e nemmeno Casini.<br />
Dovete riconoscervi comportandovi come fratelli, non attraverso un crocifisso appeso al muro. Ed ovviamente non lo fate, proprio perché non siete più cristiani e forse non lo siete mai stati. Perché Gesù &#8211; cioè colui che dovrebbe essere il vostro profeta &#8211; ha spiegato chiaramente che il cristianesimo che professava avreste dovuto sentirvelo addosso amandovi come fratelli.<br />
Il crocifisso e la croce non sono un simbolo: se Cristo vi sentisse, probabilmente verrebbe giù dalla croce e vi farebbe il sedere a strisce. Forse ve lo siete dimenticati, ma lui si è fatto inchiodare mani e piedi non per rappresentare un simbolo o una tradizione, a meno che vi aspettiate che vi porti anche i regali o i dolcetti come la Befana <em>(pagani!)</em>. Cristo in croce <strong>è realtà, è violenza, è sangue</strong> e sta lì a ricordarvi che 2000 anni fa i ribelli li punivano così, esposti al pubblico ludibrio, finché non sopraggiungeva la morte. Ma siete così stolti che non lo sapete.<br />
Gesù in croce <strong>è razionalità, è morte e martirio</strong>. Ragionando per astrazione, secondo voi si è fatto inchiodare per diventare una bandiera da esporre? No, ovviamente. Impersonifica la crudeltà dell&#8217;uomo, ma siccome non siete più cristiani e il cristianesimo è morto, non lo sapete.</p>
<p align="justify"><b>Tra i Farisei e il feticismo.</b> Non so, sembra che i credenti cattolici italiani abbiano paura di dimenticarsi il loro credo se non hanno davanti agli occhi e sopra alla testa un crocifisso. Purtroppo la realtà è che questa storia ridicola esiste solo in Italia, perché nella maggioranza dei paesi europei <em>(e mondiali)</em> i luoghi pubblici <strong>non</strong> hanno nessuna croce appesa al muro e vivono benissimo, senza ostentare la loro religione. Fossimo davvero un popolo di credenti che seguono i dettami del cattolicesimo, capirei. E invece no, sappiamo benissimo che non è così; si tratta solo di un continuo sproloquiare con un fine preciso, utilitaristico e paradossale, perché poi ognuno in privato fa cose orribili <em>(prostitute, pedofilia, trans, coca, ecc&#8230;)</em>.<br />
In verità vi dico&#8230;che la laicità deve tradursi anche in laicità culturale, altrimenti dovremmo insegnare solo la storia d&#8217;Italia o escludere l&#8217;Asia o le Americhe dai programmi di geografia. Un laico <em>(cioè una persona che non crede espressamente)</em> non vede in un cadavere inchiodato su una croce di legno alcun valore culturale. Semmai storico. Però a quel punto dovremmo anche mettere sulle pareti Giovanna d&#8217;Arco, Garibaldi, Mazzini, Carlo Magno, Colombo, ecc&#8230;
</p>
<p align="justify"><b>A scuola o in aula non valgono le croci.</b> Il tempo e la storia sono costruiti e fatti dal resto della società civile, quindi anche da una finlandese che &#8211; <em>grazie!</em> &#8211; spedisce una raccomandata a/r bella chiara: si crede in chiesa, a casa propria, per strada, nelle scuole cattoliche, ma <strong>non</strong> si mandano messaggi subliminali durante l&#8217;insegnamento nella scuola pubblica. C&#8217;è liberta di scelta, no?<br />
Di fatto no, altrimenti noitutti non avremmo studiato religione a scuola, ma in chiesa. Che ci sia qualcosa che non torna? Sì, perché l&#8217;insegnamento della religione, tra le altre cose, non dovrebbe nemmeno essere &#8220;confessionale&#8221;, ma la cosa curiosa però è che gli insegnanti vengono scelti dalle curie. Chi di voi non ha avuto un prete come insegnante, alzi la mano.</p>
<p align="justify">Con formula dubitativa vorrei infine porre una domanda: perché &#8211; <em>visto che secondo i più sarebbe un simbolo della cultura europea</em> &#8211; il crocifisso deve stare appeso in italia ma non in Francia o Spagna?<br />
<strong>Per una volta giochiamo alla maggioranza</strong>. La maggioranza degli europei non crede nelle radici cristiane dell&#8217;Europa e non vuole crocifissi appesi nelle scuole. Finita la partita. E io finalmente sono con la maggioranza.</p>
<p align="justify">Altrimenti in barba ai precetti della religione cristiana, stabiliamo che il crocifisso sia un simbolo culturale italiano. <strong>Come gli spaghetti</strong>. Però effettivamente gli spaghetti sono più difficili da appendere alla parete.<br />
Questo va detto con decisione.</p>
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		<title>La generazione boomerang</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
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<p align="justify">Per certi versi parlare di &#8220;Generazione 1000 euro&#8221; ha fatto sì che i più dessero per scontato un paio di elementi che tali non sono, cioé il lavoro e lo stipendio. Gran parte dell&#8217;opinione pubblica si è infatti convinta e ci ha convinto che bene o male un lavoro si trovi e che uno stipendio medio si aggiri attorno ai famigerati 1.000€. Ovviamente non è così. Un giovane italiano oggi è costretto a cavarsela passando attraverso stage, contratti a progetto, contratti a tempo determinato e finita lì. Tutti a casa.<br />
L&#8217;azienda per cui si ha lavorato sarà più che soddisfatta, perché avrà raggiunto due scopi <em>(1- smazzare del lavoro palloso sfruttando qualcuno da non pagare o sottopagare e 2- ottenere detrazioni fiscali)</em>, tu forse mezzo <em>(3 righe in più sul curriculum, giusto quelle che mancavano per rendere l&#8217;impaginazione più uniforme ed accattivante)</em>.</p>
</p6>
<p align="justify"><strong>Non solo crisi economica.</strong> Se non ci fossero i genitori, cioé il vero ed unico ammortizzatore sociale italiano, noi simpatici giovanotti saremmo per strada. Sì perché i veri bersagli della crisi e di questa Italia sono i giovani, cioé i più socialmente ed economicamente deboli*.<br />
La logica purtroppo vuole che le aziende in difficoltà non si limitino a licenziare il peggiore, il meno valido o il meno produttivo. Piuttosto licenziano quello che costa meno, cioé l&#8217;ultimo arrivato. Indovinate chi è.<br />
Personalmente nutro sempre più speranze nell&#8217;Europa e nelle politiche imposte a livello comunitario, quelle che arriveranno cedendo sempre più parti di sovranità e a cui questo governo continuerà ad opporsi con sempre più veemenza. È pressoché inutile sperare che in questo paese possa cambiare qualcosa, che qualcuno si metta a fare politica e a riformare; con una popolazione come la nostra, così disinformata, totalmente disinsteressata ai significati di democrazia, società civile e a digiuno di civiltà, è praticamente impossibile costruirsi un futuro o più semplicemente una vita normale.</p>
<p align="justify"><strong>Il peggio è sempre made in Italy.</strong> Guardando fuori dall&#8217;Italia <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-90439cf4-8371-4e39-ad56-8f1b0d87e434.html" target="blank">la situazione non è di certo rosea</a>. La crisi c&#8217;è e si sente eccome, nonostante i proclami quotidiani del governo italiano. In Europa infatti il 20% dei giovani non ha un lavoro. Tradotto in cifre, significa che ben 5 milioni di giovani europei sotto i 24 anni non hanno un&#8217;occupazione, cioé un milione in più rispetto all&#8217;anno scorso. In Italia però la situazione è ancora più grave: 1 ventiquattrenne su 5 non studia e non lavora. Per capire la portata del problema, peggio di noi stanno soltanto i nostri coetanei rumeni e bulgari.<br />
La cosa triste è che anche chi riesce ad arrivare a 700€ o 1000€ al mese di stipendio e vive in una città come Milano dove mediamente un affitto costa 700€ al mese, non ce la fa. Ed eccola qui la generazione boomerang, cioé quella di coloro che si arrendono e tornano a casa dai genitori, il solo ed unico ammortizzatore sociale.</p>
<p align="justify"><b>Bamboccioni forever.</b> Perché si esce di casa sempre più tardi, quando va bene? Partiamo dal principio. Se negli anni 80 in Italia i trentenni che vivevano ancora coi genitori erano solo il 15%, oggi sono arrivati circa al 50%. E le famiglie non sono poi così contente di non svezzare mai i propri figli.<br />
Sfortunatamente non si esce di casa solo perché il costo della vita è troppo elevato o il mercato del lavoro è chiuso, ma anche perché si è fermato il cosiddetto <a href="http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_07/ascensore_sociale_bloccato_focus_lorenzo_salvia_f1d53478-b30c-11de-b362-00144f02aabc.shtml" target="blank">ascensore sociale</a>. I sondaggi raccontano che ben il 50% dei cinquantenni di oggi ha migliorato la propria condizione economica ed il proprio status rispetto ai genitori, mentre solo il 6% dei giovani ritiene di poter migliorare la propria. Uno su cinque è invece sicuro che starà peggio <em>(e probabilmente non vota Berlusconi)</em>. Il brutto di questa crisi economica infatti è che milioni di giovani o di giovani coppie stanno perdendo la propria casa, e non potendola più pagare scappano dai genitori: <em>&#8220;andiamo ad abitare dai tuoi o dai miei, tesoro?&#8221;</em> La risposta è tragica, perché nel 99% dei casi si torna a casa da falliti o da sconfitti.</p>
<p align="justify"><b>Questa casa non è un albergo.</b> Se fino a poco tempo fa l&#8217;ostacolo principale per l&#8217;indipendenza era potersi permettere l&#8217;affitto o l&#8217;acquisto di una casa, oggi non sono più soltanto questi i due problemi principali. Perché trovare un lavoro pagato in modo decente risulta praticamente impossibile. Se in Svezia la maggior parte dei giovani sopra i 25 anni ha superato abbondantemente i 1000€ di stipendio al mese, in Italia è già tanto se un giovane ha un lavoro, ha finito di studiare o non guarda il grande fratello.<br />
Quindi quali sono i motivi che rendono così difficile comprare casa? Il costo della vita, il lavoro, ma anche la totale assenza di politiche giovanili o a favore degli strati sociali più svantaggiati. Per noi infatti <a href="http://www.tuttoilresto.net/politica/housing-sociale-in-europa.-una-casa-dignitosa-per-tutti.-forse.html" target="blank">&#8220;housing sociale&#8221;</a> significa far ascoltare musica house a più gente possibile, cosa che mi va anche bene, ma alla lunga non fa ridere. Il piano casa made in Italy altro non è che propaganda mediatica finalizzata a far intascare soldi ai soliti noti, cementificando indiscriminatamente. Ma soprattutto, che fine ha fatto? Non ci sono incentivi per uscire di casa, non esistono supporti concreti per le coppie giovani, se volete però c&#8217;è <a href="http://decoder.comunicazioni.it/" target="blank">il contributo per il decoder digitale terrestre</a>. Con più televisioni per ogni famiglia, il rimbecillimento sarà totale.<br />
Tornando a noi, le conseguenze non sono soltanto misurabili in bamboccioni o in maschi italiani mammoni, ma riguardano anche la bassissima natalità italiana. Cari destrorsi e cari fascistoni, voi che ripudiate i meticci e che spesso professate l&#8217;odio tra razze, come mai non parlate più di giustizia sociale? Vi siete mai chiesti i motivi per cui gli italiani non fanno più figli? E qualcuno si è mai chiesto perché a Milano di milanesi ce ne saranno si e no dieci? E perché <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qh2sWSVRrmo" target="blank">nessuno pensa ai bambini</a> (cit.)?</p>
<p align="justify"><b>Cosa fare? Intanto non abbassare i pantaloni.</b> Mettiamo subito in chiaro una cosa: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Resistance_is_futile" target="blank">resistance is <em>not</em> futile</a>. Accanto ai doveri ci sono anche e soprattutto i propri diritti, che bisogna conoscere.<br />
Chi è arrivato fin qui a leggere saprà benissimo che un paese caratterizzato da un mercato del lavoro fondato sullo stage è al capolinea. Per un giovane infatti lo stipendio si chiama <em>&#8220;rimborso spese&#8221;</em>. Tanto per farvi capire il concetto, <strong>in Italia solo 1 stage su 10 si trasforma in lavoro vero e proprio</strong>. Peraltro a progetto. Ecco svelato come si diventa precari; da stagisti a tempo indeterminato si diventa lavoratori a progetto, cioé precari. Niente ferie, niente malattie, pochi diritti e testa bassa. Con le famiglie che si trasformano controvoglia in ammortizzatori sociali.</p>
<p align="justify"><b>Ragazzi, rifiutate gli stage non retribuiti.</b> Dite di no perfavore; ripetete con me, «NO». Fatelo per tutti i vostri coetanei, ma soprattutto per voi stessi. Usate la testa; non dovete avallare il signoraggio moderno legalizzato. In Italia non vengono inflitte sanzioni, la corruzione dilaga e i controlli esistono solo nella testa di Brunetta: perché le aziende possono servirsi di forza lavoro gratuita? Certo, se vi piace rimettere soldi allora benvenuti. Ma non lamentatevi se dopo il periodo del finto stage vi lasceranno a casa chiamando qualcun altro con le stesse modalità. E non vale nemmeno la regola del <em>&#8220;è il lavoro più bello del mondo, è proprio quello che vorrei fare&#8221;</em>. Perché se oggi non ti pagano, domani dovrebbero pagarti?<br />
La verità è che le aziende che offrono i cosiddetti stage non retribuiti, andrebbero segnalate <em>(secondo la &#8220;<a href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/" target="blank">Repubblica degli Stagisti</a>&#8220;, solo una divisione provinciale su 10 svolge controlli effettivi sulle aziende)</em> e sanzionate. Capisco che molti abbiano paura, essendo costantemente immersi in uno status di debolezza economica e sociale, ma cari ragazzi miei&#8230;vi va così bene rimanere in un contesto di &#8220;formazione a vita&#8221;? Nella stragrande maggioranza dei casi, si è fin troppo formati per l&#8217;offerta italiana. Certo, è bello sentirsi dire che a 35 anni si è ancora tanto giovani, ma un paese che di fatto legalizza l&#8217;essere bamboccioni a carico della famiglia per cancellare il futuro di diverse generazioni non è morto. È semplicemente inutile.</p>
<p align="justify"><b>In ritardo e confusi.</b> Molti di noi <em>(io in primis)</em> avranno sentito l&#8217;impulso di andarsene all&#8217;estero. Perché in Italia le opportunità stanno a zero e non si ha niente da perdere. Abbiamo però un paio di svantaggi in più rispetto ai nostri pari età del vecchio continente. Uno è caratteriale, e riguarda la tendenza a non mollare il nulla cosmico in cui viviamo. Anche se a freddo ci si rende conto di non perdere effettivamente ed affettivamente nulla <em>(non so se vi siete accorti, ma negli ultimi due secoli i concetti di tempo e spazio si sono un attimino ridefiniti)</em>, preferiamo rimanere nel buco nero in cui viviamo, ed è un atteggiamento figlio della cultura cattolica che tutti abbiamo ricevuto. Che lo volessimo o meno.<br />
Poi c&#8217;è un aspetto negativo legato alla nostra formazione. Grazie alla riforma universitaria del 3+2, noi baldi giovinotti italiani siamo in generale ritardo rispetto ai coetanei europei; le nostre università sono spesso troppo dispersive, non aiutano a capire, a crearsi un percorso coerente con il mondo del lavoro. Si tratta di un andare alla deriva imbarazzante, dove solo chi ha coraggio, volontà e voglia di sperare ancora in qualcosa, arriva in fondo al percorso. Trovatemi però un giovane<em> (che non faccia medicina o giurisprudenza, anche se in acuni casi non vale nemmeno per queste facoltà)</em> laureato appena uscito dall&#8217;università che abbia le idee chiare su cosa farà da grande <em>(siamo anche poco adattabili, a quanto pare)</em>.</p>
<p align="justify"><b>Riformiamo sto &#8220;mercato del lavoro!&#8221;</b>. In Italia la metà di coloro che fanno l&#8217;architetto, il notaio o il farmacista, sono figli di architetti, notai e farmacisti. Nell&#8217;Italia di oggi, chi nasce ricco rimane ricco, chi nasce povero, difficilmente diventerà benestante. A meno di <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-10/berlusconi-precari/berlusconi-precari.html" target="blank">sposarsi con un ricco, come qualcuno consigliava</a>. C&#8217;è da dire che sicuramente farà il precario a meno di 1000€ al mese: finalmente una certezza.<br />
Tutto questo non è sicuramente normale, ma voglio confessarvi che in questa nazione il concetto di normalità è stato stravolto ormai da troppo tempo. Proprio perché il &#8220;non stupirsi più per nulla&#8221; è un luogo comune, non ci stupiamo più di niente. Per assurdo certe aziende potrebbero chiedervi dei soldi per fare uno stage o lavorare, ma trovereste senza dubbio qualcuno che parlerebbe di <em>&#8220;gavetta&#8221;</em> sana e giusta.<br />
Inoltre, se sentite parlare oggi qualsiasi politico, vi riferirà capziosamente che per aiutare i giovani &#8220;servono regole&#8221; e che bisogna &#8220;combattere la disoccupazione&#8221; <em>(per inciso, secondo alcuni esponenti del pdl, la precarietà &#8220;deve essere a tempo determinato&#8221;; stendiamo un velo pietoso)</em>. Tutto molto bello, ma cosa significa? Anche a me piacerebbe che ci fosse la pace nel mondo. Insomma, il &#8220;come&#8221; viene tenuto nascosto e dimenticato: servono regole?<em> Sì, ma quali?</em> Servono leggi? <em>Scriviamole e facciamole rispettare</em>. Vuoi combattere la disoccupazione? <em>Sì, ma come?</em><br />
<strong>Col Lodo Alfano</strong>.</p>
<p align="justify"><b>&#8220;O famo strano&#8221;.</b> Lo sanno tutti che servirebbero interventi forti, pesanti come dei moloch. Politici, sociali ed economici. Magari di sinistra, se la sinistra non fosse impegnata a decidere quale sia la sinistra. Perché dico questo? Perché le questioni non sono solo il lavoro e lo stipendio oggi, ma anche la pensione domani. In altre parole noi giovani, sempre relegati ai margini, mai valorizzati e volutamente assegnati ad incarichi che presuppongano poca responsabilità, non avremo una pensione. Ebbene sì, non avremo una pensione, ma con quei due soldi che guadagnamo paghiamo le tasse e le pensioni degli anziani di oggi. E dei nostri genitori tra qualche anno. Lo so, siete cocciuti e vi serve un esempio; la nostra posizione previdenziale è paragonabile al cervello di Gasparri: non esiste, così come il vuoto pneumatico.<br />
Non fatevi fregare da chi usa parole come <em>flessibilità</em>, paragonandola ad un valore. C&#8217;è gente in questo governo <em>(ma non solo purtroppo)</em> che oltre alla canonica propaganda per sottosviluppati di regime, vende questi concetti come fondamentali per rilanciare imprese e mercato del lavoro. Oh sì, sicuro: peccato che in Italia flessibilità voglia dire precarietà a vita, che di fatto è una non-vita. Non è possibile vivere o essere liberi senza poter progettare la propria esistenza dall&#8217;oggi al domani.</p>
<p align="justify"><b>Welfare e ammortizzatori sociali, no grazie.</b> A differenza degli altri cittadini europei, non possiamo usufruire di alcun aiuto di Stato, ammortizzatore sociale o servizio derivato dal cosiddetto welfare state. I telegiornali di regime del belpaese, dove non esiste più libertà di informazione, parlano di aria fritta, botte e risposte tra politici dettate dall&#8217;alto, come si veste Michelle Obama, dei comunisti che mangiano i bambini e degli extracomunitari che sono cattivi, puzzano e stuprano le nostre donne. Propaganda insomma, quella che negli anni 20 andava di moda in Germania. Delle centinaia di aziende che chiudono, delle migliaia che ricorrono alla cassa integrazione, dei milioni di lavoratori senza lavoro, dei milioni di precari, dei giovani e della totale assenza di misure contro la crisi per rilanciare il mercato del lavoro, fare uscire di casa i giovani, eccetera eccetera, sembra non interessare a nessuno.</p>
<p align="justify">Ma niente paura: noi siamo la generazione boomerang, quella nostalgica che prima o poi ritorna. E se non ritorniamo, per forza di cose qualcosa ci raggiunge, ma sempre <em>nel posto sbagliato</em>.<br />
Fortuna che ora per noi precari arriverà in soccorso il ddl sul processo breve. Non vedo l&#8217;ora di prescrivermi per legge.</p>
<p align="justify"><em>[<strong>*</strong> in merito consiglio la lettura di <a href="http://www.generazioneblog.it/l-italia-spiegata-a-mio-nonno/" target="blank">questo libro scritto dall'amico di blog Federico Mello</a>]</em></p>
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		<title>I wanna go home</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonounprecario</dc:creator>
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<p align="justify">Un paradosso. Anzi no, un paradosso che diventa metafora.<br />
Insomma una cosa complicata, come quelle che piacciono a me. Parole su cui pensare, riflettere e far partire sinapsi pindariche che ti portano chissà dove. Parlo del titolo ovviamente.</p>
</p6>
<p align="justify">&#8230;Sono tornato. Ufficialmente, lo giuro. E adesso la smetto anche di buttare giù periodi frammentati. Promesso. È che me lo voglio ripetere ancora una volta, <em>&#8220;sono tornato a scrivere&#8221;</em>: così mi convinco. In questi mesi sono successe un po&#8217; di cose, si sono mosse certe acque e ho persino cambiato taglio di capelli. Il tizio che sta sotto però è sempre lo stesso, solo un po&#8217; più sconsolato e disinnamorato del belpaese: prostitute, trans, corruzione, razzismo diffuso, lodi vari, scudi fiscali, sottosegretari indagati per camorra o mafia, servi del padrone disposti raccontare le balle più turpi ovunque e da 15 anni a questa parte, libertà di informazione totalmente scomparsa e paese completamente in ginocchio. C&#8217;è poco da stare allegri, gente.</p>
<p align="justify">Siamo l&#8217;unica nazione d&#8217;Occidente che non ha prodotto misure ufficiali contro la crisi economica mondiale: centinaia di aziende chiudono, licenziano, ricorrono alla cassa integrazione e nessuno ne parla, ma <a href="http://www.youtube.com/watch?v=b_MLcAhywC4" target="blank">la priorità rimane una</a>. Una riprodotta in varie forme, a seconda dell&#8217;emergenza del momento, ma con lo stesso fine. Prescrivere e depenalizzare, in altre parole <em>&#8220;salvarsi le chiappe ad ogni costo&#8221;</em>. Un&#8217;amnistia mascherata con altre parole, ma del resto lo fanno per noi.</p>
<p align="justify">È successo di tutto, è accaduto tutto il peggio che potevamo concepire, ma purtroppo non è ancora finita.<br />
Tornando a me, ho già in cantiere qualche post e in testa alcune riflessioni fatte in questo periodo. Una delle più gettonate è che l&#8217;Italia ha ormai pochissimo da offrire, specialmente per chi ancora è giovane; zero opportunità, zero stimoli, insomma&#8230;zero.<br />
Un insieme vuoto sconsolante, un buco nero senza ritorno.</p>
<p align="justify">Ma non voglio anticiparvi niente, altrimenti corro il rischio di dimenticarmi cosa volessi scrivere. Ecco, mi sono dimenticato.<br />
Comunque sia sono tornato e bene o male sono sempre lo stesso. Sto ritrovando la voglia di scrivere e parallelamente mi sono accorto di volermi riprendere quegli spazi più lenti e approfonditi. Il <em>realtime</em> dei social media alla lunga stufa, quindi perché non tornare alle care e vecchie abitudini degne di un caffé illuminista, dove il tempo sembra un po&#8217; meno bastardo, per poter riflettere con più calma?</p>
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